Alessandro Preziosi recita Van Gogh al Manzoni di Milano

A pochi giorni dall’ultimo appuntamento, Moda e Style è tornata a sedersi in platea, ospite del Teatro Manzoni alla prima di Vincent Van Gogh, straordinario quadro del famoso pittore grazie all’intepretazione sentita e sofferta di Alessandro Preziosi, in scena fino al 2 Dicembre.

Si parte e si resta incollati in un momento cruciale della vita dell’artista, quando Vincent Van Gogh – Alessandro Preziosi – è rinchiuso nel manicomio di Saint Paul, luogo dove a differenza delle sue tele vibranti di frenetiche pennellate di colore, impera il bianco, che crea inquietudine al pittore abituato a ben altri scenari.

Il bianco, un colore pronto ad inghiottire la creatività, le viscere e l’anima, in un vuoto incolmabile, pronto ad allargarsi a macchia d’olio con il trascorrere dei giorni, una tonalità che si addice solo a chi lavora tra quelle mura, incapaci di indagare sulle questioni psicologiche che hanno portato i pazienti a ritrovarsi in un luogo di siffatta specie, pronti a catalogarli secondo i rigidi schemi dettati dalla scienza medica, e in grado di agire in maniera meccanica, anaffettiva, escludendo per i pazienti ogni possibilità di salvezza e di recupero di una seppur minima lucidità mentale: Il manicomio diventa una prigione peggiore di quella che conosciamo, infligge pene ancor più dure, mortificando l’essere umano, portandolo a morire piano piano, in un’agonia senza fine.

Vincent Van Gogh è un thriller psicologico messo in scena da Alessandro Maggi, interpretato da Alessandro Preziosi, ed è uno spettacolo di Khora.teatro, in co-produzione con il Teatro Stabile d’Abruzzo. Il testo firmato da Stefano Massini è vincitore del Premio Tondelli a Riccione Teatro 2005 per “…la scrittura limpida, tesa, di rara immediatezza drammatica, capace di restituire il tormento dei personaggi con feroce immediatezza espressiva” (dalla motivazione della Giuria n.d.r.).

Nel manicomio di Saint Paul vediamo un Vincent Van Gogh che sopravvive nonostante le sue ripetute allucinazioni, i deliri, l’aggressività nei confronti di chi lo relega in un simil stato, negli immaginari colloqui con il suo amato fratello Theo, unica spalla sui cui contare e piangere lacrime amare di un’esistenza combattuta e insoddisfatta. Il pittore trova comunque la maniera di esistere di collocarsi tra il labile confine che divide realtà e immaginazione.

L’OPINIONE
Moda e Style ha percepito un Van Gogh “tridimensionale” dotato di una fisicità che la pazzia ha reso forte, un personaggio dotato di un’insaziabile voglia di acquisire forma, volume, importanza, soprattutto come uomo, ha trovato la porta aperta per far breccia nei nostri cuori, si è mosso creando patimento per il suo straziante esistere, la speranza di fuoriuscita da un tunnel che in contrapposizione alle mura del manicomio è nero come la pece, dove la luce è rappresentata da momenti in cui la creatività dell’artista esplode nei colori più vivi come il giallo. Dalle tele del pittore trasuda la ricerca di un compimento affettivo venuto a mancare nel normale esistere.

Le mura di Saint Paul si animano producendo una tormenta di neve pronta a soffocare i sentimenti, a rendere esplicita la pazzia dell’uomo come se fosse l’unico connotato possibile, plausibile per chi soggiorna in quelle stanze austere, delinenando quanto siano effimeri amore e comprensione. I personaggi che ruotano intorno alla figura di Vincent Van Gogh, sono al suo contrario inconsistenti, nuvole di vapore evanescenti che si mischiano al bianco, seppur rigidamente razionali e consapevoli del proprio esistere, esseri insignificanti indegni di assaporare la benchè minima goccia di vita, secondo la ferma convinzione dell’artista.

La nostra attenzione si è soffermata su Vincent Van Gogh, sul suo elucubrare, lo scenario splendidamente costruito, ci ha permesso di non divagare oltre, tenendoci in uno stato catartico di ascolto che non si è fermato alle parole entrando fin dentro l’anima, nei suoi recessi più nascosti, laddove il cuore parla attraverso vibrazioni che si chiamano emozioni, stati d’animo.

Un monologo costellato di apparizioni, frutto forse anch’esse della fervida immaginazione dell’artista chissà; e una stanza, portano i pensieri a viaggiare sul batter d’ali delle rondini, in cieli che si tingono d’albe, di tramonti e di notti scure, a seconda di come li stiamo attraversando e vivendo in quel preciso istante.

La Redazione di Moda e Style è rimasta letteralmente soggiogata da due fattori contrapposti, che si sviluppano dal medesimo seme: la pazzia. Il dramma che si consuma nel delirio e al tempo stesso il ragionare di una mente ancora presente che tira fuori anche se in maniera dissacrante e esponenziale, chi è stato utile e inutile nella propria esistenza, le mancanze, le abilità, ciò che potrebbe ancora compiere, il sogno, il ricordare struggente di ciò è stato, nudo e crudo, ancora inesperto della vita.

Vincent Van Gogh uomo, era lì, su quel palco, quella sera, tutto il resto è venuto dopo, la sua straordinaria capacità di dipingere, uccidere i nostri sensi apatici, per risvegliarli attraverso un tumulto di colori pronti a riempire e a strabordare in ogni angolo delle sue tele, sono arrivati in un secondo momento, così come l’artista che conosciamo, abbiamo attraversato un percorso terribilmente segnato dal dolore e dalle privazioni che sfocia nella rivelazione di un’animo unico, speciale, un uomo semplicemente attraversato dal tempo, il cui conflitto interiore e le tribolazioni della vita, sono quelle con cui ognuno di noi si trova a dover rispondere.

Vogliamo rendere omaggio anche agli interpreti che hanno lavorato insieme al passionale Vincent Van Gogh di Alessandro Preziosi: Francesco Biscione, Massimo Nicolini, Roberto Manzi, Alessio Genchi e Vincenzo Zampa. Scene e costumi di Marta Crisolini Malatesta, Disegno Luci di Valerio Tiberi e Andrea Burgaretta, Musiche di Giacomo Vezzani, Supervisione Artistica di Alessandro Preziosi.

Moda e Style ringrazia ancora una volta voi per l’attenzione concessa, il Teatro Manzoni per l’ospitalità nella figura di Manola Sansalone, che ci ha permesso di assistere allo spettacolo. Alla Prossima!