Alla scoperta dei Laboratori Ansaldo del Teatro alla Scala

Un’occasione unica, un’esperienza di cui farà certamente tesoro: Moda e Style ha avuto il piacere di visitare il dietro le quinte del Teatro alla Scala. Dove? Presso i Laboratori Ansaldo di Via Bergognone 34 a Milano, dove tanti artisti si danno da fare perché la magia sul palco del Teatro alla Scala si realizzi.

L’incipit per questa interessante visita è stato L’Elisir d’amore, opera adattata per i bambini, musiche originali di Gaetano Donizetti, elaborazione musicale e arrangiamento di Alexander Krampe. Le recite riservate alle scuole si svolgeranno il 25 febbraio, il 6 e 7 marzo, alle ore 11 e 15,  il 7 marzo alle ore 11. Per il pubblico le date aperte sono il 23 febbraio, 7 e 9 marzo ore 11 e 15.

Lasciando gli aspetti tecnici che comunque erano dovuti, perchè insegnanti e adulti possano avvicinare i più piccoli all’affascinante mondo dell’opera lirica, ci addentriamo all’interno dei Laboratori per darvi una visione di insieme che sicuramente non coglie nel profondo la fatica e l’impegno reale degli operatori per creare scenografie e costumi, e rendere, musica, audio e luci perfette, il cui culmine si scioglie in un assolo armonico, in grado di catapultare gli artisti che si stanno esibendo sul palco, nell’ambiente in cui l’opera è stata sceneggiata, così come il suo pubblico.

I Laboratori del Teatro alla Scala Ansaldo potremmo definirli una Fabbrica di Sogni, non solo perchè gli artisti che vi lavorano realizzano il proprio sogno lavorativo e progetto di vita professionale, intraprendendo una carriera dove l’impegno mostrato e la soddisfazione personale viaggiano di pari passo, in una proporzione costante, ma perchè chi ha modo di assistere a un’opera al Teatro della Scala, rimane letteralmente soggiogato dall’arte nel suo complesso, che va oltre alla bravura dei cantanti lirici, dei ballerini e dell’orchestra, la vista si posa su ogni più piccolo particolare posato sul palco, ruota su 360° soffermandosi su ogni meraviglia che sia una scultura, un abito, un oggetto, un meccanismo che porta al movimento di una parte di scenografia, una luce.

LA VISITA DI MODA E STYLE
Abbiamo intrapreso il nostro percorso all’interno dei Laboratori, passando da diverse sezioni: pittura, scultura, falegnameria, meccanica e sartoria. Qui la docente e scenografa della Scala, Clara Sarti,  insieme ai ragazzi dell’Accademia del Teatro alla Scala, che sono intervenuti per creare 4 abiti di scena per L’Elisir d’amore, ci ha raccontato i pregressi per la realizzazione dei costumi. In genere il  dialogo con il costumista, porta sempre i suoi frutti e mostra il rispetto e la fiducia dello stesso, verso la professionalità individuale, dando adito ai sarti di agire con libertà riguardo all’abito da creare, perchè la loro creatività rimanga impressa tra le trame dell’abito, nelle balze, nei merletti. Si parte da semplici bozzetti, come quelli della case di moda, e si inizia cucendo le singole parti che compongono l’abito, la bravura dei sarti sta nel lasciare dei punti aperti, perchè l’abito possa essere riutilizzato da artisti diversi o dallo stesso, che nel corso delle varie interpretazioni dell’opera può perdere o metter su peso.

Nel caso de L’Elisir d’amore abbiamo avuto modo di vedere dal vivo l’abito indossato da Francesca Manzo, la cantante lirica che interpreta Adina: era ed è perfetto, curato in ogni più piccolo particolare, come si suol dire fatto su misura, abbiamo notato e ci sono state raccontate, le pennellate fatte con i pennarelli, rendendo l’abito non un costume di scena, ma un capolavoro di sartoria, pittura, un quadro capace di risucchiarti nell’epoca in cui si svolge la storia. Grazie alle descrizioni appassionate ed emozionate dei ragazzi dell’Accademia della Scala, abbiamo immaginato anche quel tram, su rifacimento di quelli che corrono ancora oggi tra le vie del centro milanese, i cui binari solcano il pavè, dando alla nostra grande metropoli che risulta essere sempre più moderna, quel tocco vintage e romantico che a volte manca. I ragazzi hanno raccolto le informazioni e studiato dal vero, gli storici mezzi di trasporto milanesi, prima di procedere con la realizzazione del tram per la scena.

TRAMA DELL’OPERA
L’Elisir d’amore si configura come divertente e costruttiva, attualissima. Pare una storia banale tratta da un  libretto di Felice Romani, ma si rivela fonte di spunti e insegnamento anche per la generazione di oggi. La vicenda è derivata da Eugene Scribe. Siamo nel pieno del razionalismo francese: la ragione si fa beffa delle superstizioni della gente. Solo uno stupido può credere nell’efficacia dei filtri d’amore. L’unico a crederci e Nemorino ma solo perché disperato per amore, Adina è la sua musa, la ragazza che gli fa battere il cuore. Riuscirà a conquistarla? Con quali mezzi? Certo è che ancora oggi, in tanti si affidano, anche in campo sentimentale, ad altri, alle promesse effimere di risultati sorprendenti riguardo la propria vita amorosa, ma al cuor non solo non si comanda, non è possibile operare alcuna forma di controllo o prevedere i suoi moti repentini.

IL VIAGGIO FINISCE E…
Tornando sul viaggio intrapreso, all’interno dei Laboratori del Teatro alla Scala, non possiamo che dirvi che siamo rimaste, letteralmente colpite da una macchina perfetta, che non sbaglia un colpo, dai ragazzi dell’Accademia che hanno sicuramente prospettive di carriera entusiasmanti e interessanti anche all’estero. Il Progetto Accademia mette alla prova i giovani, affidandogli interamente, ogni anno, un titolo d’opera. La realizzazione della messa in scena comporta un lavoro di diversi mesi, nel corso dei quali gli allievi dell’Accademia vivono in prima persona e ogni giorno la gestazione di uno spettacolo d’opera, cogliendone anche la più piccola sfumatura, concorrono cantanti solisti, artisti del coro, ballerini, professori d’orchestra, maestri collaboratori, sarti teatrali, fotografi e studenti del Master in Performing Arts Management, in tirocinio nei vari reparti del Teatro alla Scala, dalla direzione artistica alla produzione, dal marketing all’ufficio stampa, dalla direzione di scena alla promozione culturale.

Un impegno dal carattere importante sia per il numero delle persone coinvolte, sono ben 300 i docenti dell’Accademia che provvedono a seguire annualmente gli oltre 800 ragazzi, fra gli 11 e i 30 anni, provenienti da ogni parte del mondo, dando modo di rendere “la prova sul campo” anche agli occhi esterni, che ci guardano da oltreoceano, il metodo d’insegnamento più valido ed efficace per i futuri artisti : La Scuola Scaligera proprio per questo si contraddistingue ed eccelle tra le altre, venendo presa come esempio.

Il nostro tour si è concluso con la visita ai magazzini dell’Accademia, grazie alla benevolenza della Responsabile, la sig.ra Rita Citterio,  dove preziosi abiti vengono custoditi con amore nelle teche, abbiamo ritrovato quelli indossati negli anni passati che fanno comunque riferimento alle edizioni precedenti delle opere in corso durante questa stagione 2018/2019. Un vero e proprio museo, anche se nascosto e celato,  in grado di far vivere emozioni, anche se non ci si è mai seduti su quel famoso velluto rosso, all’interno di una cornice fantastica, quella del Teatro alla Scala.

Diamo merito a F.I.L.A che anche quest’anno si affianca al Teatro alla Scala per avvicinare i più piccoli attraverso l’opera e incentivare la loro crescita creativa o l’amore per questa forma d’arte, che ne racchiude tante altre dentro di sé. F.I.L.A accompagna i più piccoli in sala e nei laboratori: con GIOTTO, Colore Ufficiale del programma di sala, vuol rendere ancora più affascinante e colorato l’incontro con lo spettacolo con un kit speciale, creato appositamente sul tema dell’opera proposta e supporta tutti gli avvincenti laboratori del Museo Teatrale alla Scala, pensati anche per i piccolissimi, con GIOTTO Colore Ufficiale dei laboratori. Quest’anno il kit comprende i mini acquerelli GIOTTO  e un pennello, perché i bimbi possano creare le loro pozioni d’amore.

Appoggiano e sostengono il progetto de il Teatro alla Scala Grandi Opere per piccoli anche BMW, partner dal 2014 anno in cui ha avuto inizio il progetto,  e partner de il Teatro alla Scala di Milano dal 2002, dal 2016 BMW Italia è diventata Fondatore Sostenitore del celebre Teatro. Inoltre, Fondazione Banca del Monte di Lombardia, Socio Fondatore Permanente del Teatro alla Scala, nonché membro del Consiglio di Amministrazione. Infine Italmobiliare, il cui rapporto prestigioso con il Teatro Scaligero, si realizza soprattutto attraverso la Fondazione Pesenti, a favore della promozione e dello sviluppo di iniziative i cui risultati danno adito a un impatto positivo a livello culturale e sociale, con particolare attenzione alle nuove generazioni.

 

Moda e Style vi saluta ringraziando Paola Bisi che ci ha accompagnati nel memorabile viaggio all’interno dei Laboratori Ansaldo de il Teatro alla Scala, tra storia, arte e sogno, e chi ha reso possibile questa straordinaria esperienza, Giulia Ghigi dell’Ufficio Stampa Cantiere di Comunicazione.

 

Informiamo i lettori di Moda e Style che le date e gli orari delle attività citate nell’articolo potrebbero variare, pertanto si consiglia di consultare i siti di riferimento prima di effettuare prenotazioni o recarsi in loco.

 

Vi salutiamo con un applauso e con un invito: Avvicinatevi alla Scala, avvicinatevi all’arte!