Amate troppo? Ci vuole una cura! – Puntata 1

Donne-che-amano-troppoSono forse una rarità le donne così. Quelle che non mollano, nonostante le evidenze purtroppo. Quelle che credono nell’amore eterno e nella forza dello stesso. Quelle che sperano che l’amore chiami amore.
Sono donne eccezionali certo, ma donne che si fanno solo del male, perché non accettano di buon grado la fine di un sentimento che con tutta probabilità non tornerà a far battere il cuore del partner che le ha lasciate.

Il tema è affrontato egregiamente dalla psicologa americana Robin Norwood in un libro scritto niente di meno che negli anni 70, ma sempre molto attuale, soprattutto in tempi recentissimi. Parliamo di “Donne che amano Troppo“, più un manuale che un saggio, in grado di istruire noi donne nella gestione delle dipendenze affettive (mal riposte).

L’amore non è sofferenza. Eppure si ama e si soffre. Questo è indice del fatto che stiamo amando troppo. Lo dimostra il fatto che non abbiamo altro pensiero durante le nostre giornate che non sia “lui” a 360°, ovvero chissà come sta, cosa sta facendo, ma mi starà pensando, chissà se prova ancora qualcosa per me… (provare per credere!!).
Ma non è tutto, di fronte ai nostri interlocutori, quando ci troviamo (sempre) a parlare di lui, ci identifichiamo come un avvocato difensore, perché anziché “infangare” la sua immagine ci troviamo a difenderlo, giustificarlo e a compatirlo per la vita che ha scelto di condurre senza di noi. Non è logico, non trovate? Eppure commettiamo ogni giorno questo errore. Insomma… è indifferente, non chiama, non scrive, non prova nessun tipo di interesse nei nostri confronti, quando probabilmente intrattiene una relazione amorosa o pseudo tale con un’altra donna, senza curarsi della pena che sta causando la sua assenza, eppure per noi è un povero Cristo.

Se poi aggiungiamo il fatto che non ha avuto un’infanzia del tutto “felice”, per noi diventa una missione: curare le suecouple-with-distance-in-bed ferite, come infermiere, crocerossine o nel peggiore dei casi: ci sostituiamo a sua madre. Amiamo troppo, e quando si ama troppo il nostro ruolo di compagne, prima ancora che la relazione abbia fine, scompare lasciando spazio a quello di tutrice dei suoi mali. Non ci sono speranze per la gestione di una relazione sana. Dimentichiamo la nostra femminilità e pensiamo che ciò che stiamo dispensando in termini di azioni sia il massimo per il nostro compagno. E noi donne ci sentiamo appagate perché lo “coccoliamo” e non gli facciamo mancare nulla. Sbagliato! Gli facciamo mancare l’amore, l’attrazione, l’essere la sua donna.
Quando si ama troppo, si diventa prigionieri di questo sentimento e si rischia di perdere la bussola.

La strada verso la rottura è sempre più spianata. E si finisce col perdersi prima ancora di rendersene conto. Ma chi molla il colpo, sempre più spesso, è la componente maschile, sempre meno attratto dalla propria compagna e sempre più distratto da donne che invece rappresentano l’esatto opposto di chi hanno in casa.

Entro venerdì manderemo on line il secondo dei 4 appuntamenti con le Donne che amano troppo. Non mancate!