In libreria il diario sulla felicità #365 Days Happy. Intervista a Samira Zuabi Garcia

Certi incontri nascono per caso, come il desiderio di raccontarsi e raccontare qualcosa di sé. Succede che un pomeriggio d’estate incontriamo Samira Zuabi Garcia, e da quel giorno quel legame con questa straordinaria artista nasce, cresce e si amplifica. Monica e Samira, Moda e Style e la scrittrice che oggi attraverso un’intima intervista ci svela il suo primo libro e tutte le emozioni che lo accompagnano. Parola d’ordine? Felicità! 365 giorni l’anno.

Samira tu non nasci scrittrice, racconta ai nostri lettori chi sei e come sei arrivata a voler scrivere un libro sulla felicità.

Avrei desiderato nascere nel periodo del Rinascimento per poter essere un’artista al 100%, come quelli di allora che con la stessa calma ti dipingevano un quadro, ti costruivano una chiesa o proiettavano il modo per poter volare…
Nasco pittrice, ma sin da piccola ho avuto la necessità di raccontare. Mi riusciva difficile a voce, e così da quando mi ricordo ho usato la penna e qualsiasi tipo di quaderno o foglio per buttare fuori tutto ciò che mi passava per la testa e per il cuore.

Non volevo però diventare scrittrice. Non ci ho mai pensato.
E il libro sulla (mia) felicità è nato come un progetto personale, mai come un libro. Un diario molto intimista sulle cose che mi strappavano sorrisi in un periodo della mia vita non tanto brillante. Da lì, il libro ha visto la luce.

Cosa vuol dire per te essere felice? Esiste secondo te un vademecum della felicità?

Per me in primis essere felice significa riuscire a vedere e riconoscere ciò che ho di bello nella vita. Sembra banale ma salute, una casa, famiglia o amici che riempiano i miei giorni sono cose che io ho ben imparato a vedere e amare.
Non penso ci sia un vademecum, bensì un positivismo di fondo che ci potrebbe aiutare a respirare e a sentire per davvero le grandi piccole cose belle che ci accadono ogni giorno

La felicità in genere arriva dopo un periodo buio, insomdiama la felicità è frutto di un insegnamento a volte duro della vita, ma per essere felici bisogna lavorare molto su se stessi. Sei d’accordo?

Sono d’accordo in parte. Non per forza uno deve imparare a vedere le cose belle dopo un periodo buio, anche se in tante occasioni possa essere il fattore scatenante.
Ognuno di noi dovrebbe crescere e mantenere quell’entusiasmo innocente che hanno i bambini, per cui tutto alla fine può essere emozionante.
Purtroppo man mano che si cresce questo sesto senso infantile si perde.
E si, uno si ritrova a dover ripresentare a se stesso le proprie emozioni e paure, le proprie voglie, interessi, limiti… Per tornare ad amarsi e valorizzare la vita per quello che è, VITA.
La vita va presa sul serio solo nelle ore di sonno, per il resto, va vissuta un po’ giocosamente. Perché se lei ti prende in giro, tu devi saper ridere.

Si può essere felici anche facendo shopping. Quali sono i tuoi marchi preferiti e cosa ti piace indossare?

Oddio… Sono troppo pigra per fare shopping. D’inverno soffro il freddo e vado super coperta, quindi all’ora di entrare in cabina a provare abiti, per me diventa un incubo..
D’estate fa caldo, e se non si lavora le giornate sono più belle al mare o in piscina, al bar con gli amici o semplicemente sul divano di casa…
Ma se proprio devo andare a fare shopping, adoro le giacche dei tailleur abbinate ai jeans, vestitini colorati che mi fanno sentire diversa… E poi le scarpe, assolutamente fuori dal comune, con dei colori assurdi, disegni infantili, un tocco chic.

Cosa non deve mancare a tuo avviso nella vita di una persona per essere felici?

L’amore. Ma non intendo l’amore di un partner. Anche perché sono single da un pezzo. L’amore in generale. Sia di tua madre, che arrivi dalla tua miglior amica o dal tuo gatto, devi sentire AMORE. L’amore per il lavoro, anche quello vale. Basta amare.

Samira hai in serbo altre soprese letterarie per il futuro?

Non ho idea di cosa farò settimana prossima! Ah! Si, sto promuovendo il mio libro #365DaysHappy. L’11 marzo sarò al WOB Festival a Torino, siete tutti invitati!
Oltre a sapere che voglio continuare a CREARE, non ho idea di cosa farò…
Magari poi il libro non piace abbastanza … No??? Ad ogni modo continuerò a scrivere, come ho sempre fatto, anche se solo per me. Se poi i miei testi potranno arrivare ad altri, e toccare altri, allora la vita sarà ancora più bella di quando non lo sia.

So solo che continuerò ad esserci, e a sorridere al meno una volta al dì!