Da 150 anni, Chantelle crea lingerie e accompagna le donne, le loro vite e la loro evoluzione

Era il 1876 quando Chantelle esordisce nel mondo della lingerie. Da allora ogni cucitura, ogni tessuto, ogni modello non racconta solo una silhouette ma una visione di libertà, di bellezza, di intimità e fiducia in se stesse. Il 2026, dunque, non è una celebrazione ma un invito a ripercorrere tutte le storie scritte da Chantelle. E riscoprire 150 anni di archivi con uno sguardo all’oggi e al futuro, aprire nuovi dialoghi tra arte, cultura, design e società.

Rivivere la storia per guardare al futuro

Chantelle ha modellato il corpo, lo stile e l’allure delle donne attraverso le generazioni. Per celebrare il 150° anniversario del marchio, Chantelle ripercorre ogni decennio attraverso un’unica immagine — un’interpretazione contemporanea ispirata ai codici, ai materiali, ai gesti e alle atmosfere di ciascuna epoca. Un viaggio visivo che unisce archivio, moda e attitudine.

Il direttore creativo di Chantelle Renaud Cambuzat ha realizzato, per l’occasione, degli scatti che reinterpretano lo stile di ciascuna decade a partire dal 1870, fino ad arrivare ai giorni nostri. 150 anni di storia, reinterpretati attraverso 16 silhouette iconiche. 

Il contributo speciale di Salomé Dudemaine, storica della moda

Da 150 anni, Chantelle accompagna i movimenti delle donne attraverso una parola chiave — innovazione. La storia di Chantelle non inizia con un reggiseno in pizzo di alta gamma, né nel silenzio ovattato dell’atelier di un artigiano della corsetteria. Inizia in una fabbrica, con un’invenzione destinata a trasformare profondamente il rapporto delle donne con il proprio corpo e a gettare le basi della lingerie moderna: l’elasticità.

Le prime creazioni di Chantelle : corsetti elastici e cinturini modellanti

La novità? Continuavano certamente a modellare il corpo, ma senza costringerlo. Per
un periodo venduti come articoli ortopedici in farmacia, aprirono la strada a un nuovo capo destinato a sostituire il corsetto: la guaina. Adottata in massa da donne di tutte le classi sociali, avrebbe segnato i primi successi di Chantelle.

La guaina Chantelle non eliminava il sostegno — lo rendeva sopportabile, quasi al punto di dimenticarsene. Chantelle stabiliva così uno dei principi base della lingerie contemporanea: un buon capo intimo è anche quello che ci si dimentica di avere addosso.

L’arrivo del reggiseno

Il reggiseno occupò progressivamente il centro della comunicazione di Chantelle, diventandone il protagonista a partire dagli anni Settanta.
Emerse un nuovo vocabolario, tecnico e simbolico allo stesso tempo: sostenere senza appesantire, contenere senza costringere. Nel 1970 e 1971 nacquero due modelli iconici dai nomi evocativi: Fête e Défi. Due risposte diverse alla stessa sfida.

Fête introdusse un pizzo leggero ed elastan sul dorsale, conciliando per la prima volta raffinatezza e comfort. Défi, con la sua coppa in jersey modellato senza cuciture, si spinse oltre i confini della leggerezza.

Una lingerie pensata per le donne

Il corpo femminile non viene mai strumentalizzato per essere sottoposto allo sguardo maschile. La lingerie Chantelle è pensata per le donne — per le loro giornate di lavoro e per le loro serate a ballare, sulle prime note della disco music. Trent’anni dopo la guaina che non sale, Chantelle offre ancora
la stessa risposta: innovazione al servizio del movimento.

Negli anni Ottanta, Chantelle estese la gamma taglie fino alla VI D

Ancora una volta, l’innovazione tecnica distingueva il marchio. Nel 1996, lanciò un jersey in microfibra ultra-elastico che si adattava istantaneamente alle forme, completamente invisibile sotto gli abiti, come una seconda pelle. Un materiale quasi “magico”, che sottolineava come i capi Chantelle non fossero pensati per standardizzare i corpi, ma per adattarsi ad essi. Nasceva così un nuovo capitolo della lingerie contemporanea.
All’alba degli anni Duemila, la promessa di Chantelle è chiara: ogni donna può trovare un prodotto che
le piaccia e che la vesta perfettamente. Sostenere le donne significa abbracciarne la diversità, non imporre regole.

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