Davide Marino l’artista, l’animatore e… domani si vedrà

by Monica Renna

Di arte, artisti e creatività Moda e Style ne è ricca, ma conoscerli è sempre occasione di crescita. Questa volta incontriamo Davide Marino, conosciuto in occasione di una vacanza. Lo abbiamo intervistato e ci auguriamo di rivederlo ancora su qualche palco nel 2021!

Intrattenere, far emozionare, ridere, commuoversi. Sono le caratteristiche dell’Artista, figura di persona che possiamo incontrare su un palco a teatro o all’interno di un villaggio turistico. Davide Marino, frizzante animatore di Trapani, ma “nomade” per scelta, si racconta a Moda e Style in un’intervista tra anima e talento.

Quando hai scoperto la tua vena artistica e come ti sei avvicinato e preparato al mondo del turismo?

Possiamo dire che il mio “avvicinamento” al turismo può essere definito come un’opportunità che mi sono dato circa 10 anni fa quando iniziai con l’intrattenimento nei villaggi turistici. Dico opportunità, perché prima di fare questo lavoro, il mio carattere era molto diverso, oserei dire riservato, chiuso, completamente dissonante sotto tanti aspetti rispetto ad ora.

Uscivo da un periodo non facile, sia per una situazione familiare un po’ barcollante che per una grande delusione amorosa che poi mi incanalò successivamente ad un periodo di totale depressione, pertanto, decisi di dare una svolta, in qualche modo, alla mia vita, partire, vivere, cambiare, conoscere e soprattutto svoltare appunto, E da lì partii.

Ho capito di fare parte di questo mondo quando sono riuscito a percepire per la prima volta lo stato d’animo della gente che mi circondava, ospiti, colleghi, persone che conoscevo ogni giorno all’interno della struttura, percepivo emozioni e sensazioni attraverso sguardi sorrisi, e magari anche una semplice chiacchierata spesso mi dava tanto…

Ho capito di fare parte di questo mondo quando la gente prima di tornare alla vita di tutti i giorni mi abbracciava in lacrime ringraziandomi per aver contribuito ad allietare e dare qualcosa in più rispetto a ciò che si aspettavano dalla propria vacanza.

Artisti si nasce o si diventa? Quanto incide avere secondo te un talento naturale per qualcosa e quanto conta la parte formativa?

Penso che artista, se così possiamo definirmi, ci sono diventato. Diciamo che è una “cosa” di famiglia. Tutto parte da mio padre, musicista cantante che alle origini ha fatto parte del mondo dell’intrattenimento, da giovane, e da lui presi spunto. In famiglia siamo tutti un po’ “artisti”: mia sorella è una ballerina, mio fratello fa il mio stesso lavoro, da anni, e in fine mio padre da cui penso ci siamo ispirati noi figli.

Il ruolo dell’animatore oggi è il criterio di scelta del turista. In base alla tua esperienza cosa deve o non deve fare o quali sono le caratteristiche principali per un “bravo” animatore?

Un talento naturale parte avvantaggiato, non deve andare a costruire qualcosa che non ha, perché effettivamente c’è. Poi con un pizzico di formazione si completa, ma è anche vero che in questo lavoro non si smette mai di imparare. È una continua crescita che ti porta poi a salire di grado, il cambio di ruolo, il salto ecco.

Le caratteristiche principali per un bravo animatore sono la voglia di fare, il sorriso, saper trasmettere alla gente che ascolta o che osserva, la grinta, l’energia, e ovviamente il sapersi adeguare alla convivenza. Poi, è fondamentale tenere fuori la vita privata e non farsi condizionare da faccende o situazioni esterne che potrebbero incidere sul lavoro.

Con l’avvento del Covid-19 tutte le professioni artistico creative hanno subito uno scossone, ci racconti in modo dettagliato come è cambiato il tuo modo di lavorare?

Nonostante la situazione covid-19 devo dire che con le giuste e dovute precauzioni io con la mia squadra quest’anno siamo riusciti a portare a casa una stagione non facile, abbiamo svolto tutte le attività rispettando le regole fino a quando poi non è uscita l’ultima ordinanza che ci ha tagliati fuori completamente, ma nonostante questo, la gente ha capito ed è sempre stata dalla nostra parte senza farci pesare la situazione.

Da sinistra Giuseppe Froncillo, Davide Marino, Marco Schiattarella

Come dimenticare il giorno in cui hanno annunciato il lockdown nazionale…

Io e gran parte dei miei colleghi siamo venuti a conoscenza del primo lockdown il 9 marzo 2020, data in cui ci fu un edizione straordinaria dei tg che annunciava questa tragica notizia soprattutto per noi che eravamo nel pieno di una stagione invernale.

Erano le 21 circa e mi trovavo a Roccaraso, in Abruzzo, a svolgere l’ennesima stagione invernale in un degli hotel più importanti della zona, hotel Reale della famiglia Cipriani, per cui ho nutrito gran senso di appartenenza.

Nel bel mezzo di una serata di intrattenimento che stavo conducendo con un amico e collega, si avvicina un’ospite della struttura in preda al panico… Pensai subito che forse il volume della musica era troppo alto e poteva dar fastidio e invece, mi dice di chiudere la serata e nello stesso istante avvertire gli ospiti che dovevano andare a fare i bagagli perché le regioni erano state chiuse causa pandemia.

Non ho creduto subito alla cosa fino a quando dal finestrone dell’hotel che dava sulla strada principale vedo gente che scappa a caricare le auto correndo con bagagli e bambini.

Sembrava la scena di un film. La gente era impaurita ed è stato scioccante, soprattutto per il modo in cui quella stagione invernale intensa avrebbe dovuto chiudersi, così senza preavviso.

Per te come per altri lavoratori inizia un periodo di forte incertezza…

Sono tornato a casa, nessuno sapeva se effettivamente la successiva stagione, ovvero quella estiva, sarebbe stata concessa alle agenzie soprattutto a quella per cui lavoravo…

E’ stata un attesa snervante fino a quando a fine maggio, dopo l’ennesimo decreto, ci venne data la possibilità di ripartire nonostante tutto, eseguendo la stagione rispettando le leggi e le misure di sicurezza.
La voglia di ripartire c’era e pure tanta, ma da una parte anche paura scaturita dal modo in cui i media i tg e compagnia ingigantirono la cosa.


In Alto a sinistra Giuseppe Froncillo Davide Marino e Marco Schiattarella.
In Basso sinistra Federica Grassi, Olga Coppola, Francesca Russo e Laetitia Mutalipassi

Alla fine decisi di ripartire per quella che probabilmente sarebbe stata la mia ultima stagione. Devo dire che non è stato facile, soprattutto a livello morale.

Ho avuto la fortuna di collaborare con una squadra di ragazzi fantastici che mi hanno dato una grossa mano soprattutto nel gestire gli ospiti della struttura che arrivavano in villaggio e di punto in bianco dimenticavano ciò che era la realtà al di fuori del contesto vacanza.

L’approccio con l’ospite era sempre lo stesso nonostante tutto, perché sapevamo come comportarci per non far pesare il momento e far sentire l’ospite a casa e al sicuro.

Bene, ci siamo riusciti e abbiamo fatto una grande stagione al Castroboleto Village in Basilicata e grazie a questo e soprattutto alla splendida squadra che mi hanno assegnato sono stato premiato come miglior capo villaggio del 2020.

Un bel modo di terminare un lungo percorso

Ho deciso di chiudere la mia “carriera” per poter puntare a qualcosa di concreto, perché si sa, il mio lavoro non può mai essere il lavoro della vita, pertanto, quel premio è stato un segnale secondo me, l’input che mi serviva per dire “bravo Davide ma adesso si cambia vita”.

Oggi, a malincuore, confermo la decisione presa dopo quasi 10 anni di villaggi portando con me momenti fantastici e gente stupenda, ricordi indelebili.

Davide Marino, Giuseppe Froncillo, Federica Grassi, Olga Coppola, Francesca Russo, Marco Schiattarella, Laetitia Mutalipassi

Adesso punto a qualcosa di concreto, ad un futuro solido e pieno di altrettante emozioni, magari ad una famiglia. Ancora non so dove andrò a vivere e cosa farò, ma spero per il mio avvenire in un posto dove la dignità e l’umiltà non verranno mai a mancare.

Davide oggi. Davide domani. Chi sei oggi e come (e dove) ti vedi domani?

Davide oggi lo definirei uno zingaro lontano da casa, un nomade, un vagabondo, un sognatore.
Davide oggi ama il suo lavoro più che mai consapevole che non potrà mai essere il lavoro della vita, pertanto, c’è sempre tempo per smettere, ma perché farlo adesso?!
Domani è un altro giorno, domani si vedrà.

Grazie Davide per questa bellissima intervista, Moda e Style ti saluta con questi scatti, che conferma quanto l’impegno e l’anima che mettiamo in quel che facciamo vengano premiate!

PREMIAZIONE EPPINESS ESTATE 2020: da sinistra Marco Schiattarella miglior contattista, Davide Marino miglior capo equipe, Francesca Russo Best Castroboleto

Vogliamo ringraziare anche tutto il team Eppiness 2020 che ci ha permesso di vivere comunque una vacanza ricca di risate, emozioni e speranza!

Team Eppiness 2020 Castroboleto Village

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