Esselunga e Airc: lotta ai tumori infantili

Sono dieci i progetti pediatrici selezionati da AIRC sostenuti grazie a più di 179 mila donazioni raccolte tramite il catalogo Fìdaty di Esselunga.
Un lavoro di squadra e sinergia ha visto Esselunga al fianco di Fondazione AIRC insieme ai suoi Clienti, con una campagna di raccolta fondi promossa con il Catalogo Fìdaty: ogni 500 punti devoluti dai clienti, Esselunga ha destinato 10 euro a Fondazione AIRC con l’obiettivo di dare nuova forza al lavoro dei ricercatori e dei medici impegnati nella cura dei tumori che colpiscono bambini e adolescenti.
Oltre un milione e 700 mila euro è il valore raccolto grazie alle quasi 180 mila devoluzioni e al contributo di Esselunga. Questo permetterà di sostenere 10 progetti di ricerca pediatrici sul territorio nazionale.
Contribuire al benessere delle persone e della collettività è da sempre una prerogativa per Esselunga, attraverso molteplici attività e forme di supporto.
Nonostante i progressi significativi ottenuti negli ultimi decenni proprio grazie alla ricerca, alcuni tumori pediatrici rappresentano purtroppo ancora una sfida complessa per l’oncologia . Proprio per questo il lavoro dei ricercatori, grazie anche al contributo delle nuove tecnologie, mira ad aprire nuove opportunità per comprendere i meccanismi delle malattie e sviluppare terapie sempre più precise e mirate.
I progetti sostenuti da Esselunga, seppur differenti tra loro, hanno un obiettivo comune: individuare nuove cure più sicure ed efficaci per migliorare la vita di bambini e adolescenti affetti da tumore.
I progetti finanziati
I fondi raccolti da Esselunga saranno destinati a diversi tipi di finanziamento: i My First AIRC Grant, che consentono ai giovani talenti di condurre una prima ricerca indipendente e acquisire progressivamente autonomia. Le Start-Up, dedicate a giovani ricercatori che rientrano dall’estero e possono così avviare il proprio laboratorio indipendente in Italia. Gli Investigator Grant, destinati a ricercatori consolidati, sono considerati la spina dorsale della ricerca oncologica italiana. Quest’ultimi, infatti, rappresentano quel sostegno costante e imprescindibile che consente di far procedere senza interruzioni la ricerca di base, traslazionale e clinica nelle fasi I e II.
Con questi fondi AIRC sostiene 3 progetti di ricerca nel 2025
Tra i gruppi di ricerca sostenuti nel 2025 c’è quello di Orsola di Martino – ricercatrice presso l’Università di Parma – con il progetto dal titolo “Identificare il ruolo della proteina DDIT4 nella progressione della leucemia mieloide acuta e nel modo in cui influenza i meccanismi di risposta alla chemioterapia”. L’obiettivo dello studio è scoprire i regolatori molecolari che causano la resistenza ai farmaci, per identificare nuovi bersagli terapeutici contro questa forma di tumore, che rappresenta il secondo tipo più frequente di leucemia infantile.


Angela Di Giannatale – ricercatrice presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma – con il progetto dal titolo “Decifrare la comunicazione tra il neuroblastoma ed il suo microambiente per l’identificazione di nuove terapie mirate”, cerca di comprendere come il microambiente tumorale influisce sullo sviluppo e la diffusione metastatica di questo tumore, uno dei più frequenti in età pediatrica.
Infine, Jolanda Sarno – ricercatrice presso la Fondazione M. Tettamanti M. De Marchi Onlus di Monza – con il progetto dal titolo “Eterogeneità dello sviluppo tumorale come meccanismo chiave per la resistenza ai trattamenti in pazienti pediatrici con leucemia linfoblastica acuta”, vuole approfondire le conoscenze sull’eterogeneità dello sviluppo tumorale e della resistenza farmacologica, identificando così, in fasi precoci della malattia, i pazienti a maggior rischio di fallimento terapeutico. Il fine è proporre trattamenti farmacologici più precisi e mirati contro la leucemia linfoblastica acuta, il tumore pediatrico più frequente in assoluto.