Fondazione Juegaterapia annuncia Crearium al Gemelli di Roma

Mónica Esteban, la semana pasada en el Hospital del Niño Jesús, en Madrid.José Luis Pindado
Fondazione Juegaterapia annuncia l’inaugurazione della Sala Crearium al Policlinico Gemelli di Roma, progetto di cui parla Monica Esteban, Founder and President of Fundaciòn Juegaterapia.
Manca ormai qualche mese all’inaugurazione della Sala Crearium di Fondazione Juegaterapia. Abbiamo intervistato Monica Esteban, Founder and President of Fundaciòn Juegaterapia, che annuncia questa importante anticipazione e torna sul progetto delle Baby Pelones, della sua speciale testimonial e delle storie di bambini e famiglie che hanno lasciato un segno.

Quando sarà completato il progetto “Crearium” in collaborazione con il
dipartimento di oncologia pediatrica del Policlinico Gemelli di Roma?
L’inaugurazione della Sala Crearium della Fondazione Juegaterapia al Policlinico Gemelli di Roma è prevista per la fine di quest’anno, in coincidenza con il periodo natalizio.
L’idea di Crearium è nata da una riflessione semplice e quotidiana: “Se ascoltiamo musica in auditorium, riceviamo premi sul podio e prendiamo il sole nel solarium. Nel Crearium creeremo idee bellissime con le mani, la testa e il cuore”.
Sarà uno spazio creativo all’interno dell’ospedale, un vero e proprio laboratorio di immaginazione ed espressione artistica. Il suo obiettivo è migliorare il benessere emotivo dei bambini in trattamento oncologico, offrendo loro un ambiente in cui la creatività e il gioco diventino alleati nel loro percorso di guarigione.
Come è nata la collaborazione con Laura Pausini e quale significato simbolico e solidale rappresenta il foulard creato da lei e da sua figlia per le Baby Pelones di quest’anno?

Le Baby Pelones, create dalla Fondazione nel 2014, sono una delle nostre iniziative più emblematiche. Sono nate come omaggio ai bambini in trattamento oncologico e come simbolo di sensibilizzazione sociale, mostrando con tenerezza uno degli effetti più visibili della chemioterapia: la perdita dei capelli.
Ogni Baby Pelón indossa un foulard disegnato da amici della Fondazione, e fu grazie al nostro ambasciatore d’onore, Alejandro Sanz, che riuscimmo a entrare in contatto con Laura Pausini. Fin dal primo incontro abbiamo capito che sarebbe stata una splendida portavoce ideale di Juegaterapia, e subito ci siamo messi a lavorare con lei alla creazione di un nuovo Baby Pelón.
Il foulard disegnato da Laura insieme a sua figlia Paola è pieno di cuori dai colori vivaci e dalle forme divertenti, e vi si legge “Italia loves España”. Questo messaggio, nato dall’affetto e dalla solidarietà, unisce due Paesi attraverso la musica, l’arte e, soprattutto, l’amore per i bambini che lottano ogni giorno contro la malattia.
Inoltre, Laura mantiene un legame molto speciale con Guille, il bambino con cui è stato creato questo Baby Pelón. Non solo lo ha invitato al suo ultimo concerto a Pamplona, lo scorso dicembre, ma lo ha anche fatto salire sul palco dedicandogli parole bellissime, insieme a un sentito riconoscimento al lavoro svolto dalla Fondazione Juegaterapia. Un gesto che riflette la sua enorme sensibilità e l’impegno personale con cui vive questo progetto.
Quali testimonianze o storie di bambini e famiglie vi hanno colpito di più?
“Per noi è stato un dono immenso. Per Guille, che a soli cinque anni e mezzo lottava contro il cancro, essere il Baby Pelón di Laura Pausini è stato un dono immenso.
Vederlo trasformarsi in simbolo di speranza, con il suo sorriso riflesso in quella bambola, ci ha riempito di orgoglio ed emozione. È stato come lasciare un’impronta della sua forza e della sua luce, perché accompagni e dia coraggio ad altri bambini e famiglie nella stessa battaglia”
Mónica, mamma di Guille
“Fare una vita normale, continuare quella routine che non apprezzi quando la vivi. Questo è esattamente ciò che ‘Il giardino del mio ospi’ dell’ Ospedale Doce de Octubre di Madrid, ha significato per il mio piccolo e per me… per un’ora, per qualche minuto, eravamo ‘normali’, una mamma e il suo bimbo al parco”.
Vicky, mamma di Alonso
“Allestire i reparti pediatrici con aree gioco e giocattoli, giardini e parchi, arredamento colorato e pareti piene di disegni accattivanti di animali, giochi e motivi allegri, può risultare oneroso per la maggior parte degli ospedali pubblici, che hanno bisogno di fondi per migliorare la tecnologia sanitaria e la ricerca. Tuttavia, la società civile, le personalità, le associazioni, le istituzioni e le fondazioni non profit possono contribuire affinché il gioco entri negli ospedali. Rari farmaci sono del tutto privi di effetti collaterali;
il gioco, oltre a esserlo, è altamente benefico. Sosteniamo queste istituzioni.”
Prof. Juan Casado. Professore emerito dell’Ospedale Pediatrico Universitario
Niño Jesús e dell’Università Autonoma di Madrid.