GLASS al cinema tra illusione e realtà

by B.E.

Solo pochi giorni fa eravamo su quelle poltrone che oggi accolgono il pubblico italiano in occasione della sua uscita cinematografica. Moda e Style ha potuto assistere in anteprima al film Glass, distribuita da The Walt Disney Company Italia, terzo film della serie di cui hanno fatto parte Unbreakable – Il Predestinato  e Split. E ve lo raccontiamo così…

Glass è la somma dei blockbuster mondiali di M. Night Shyamalan, prodotto dal regista stesso e Jason Blum della Blumhouse Production, già produttore dei due precedenti capitoli del regista-sceneggiatore. Si riscontrano in Glass i tanti elementi continuativi che tornano prepotentemente dai film precedenti, a partire dai personaggi, dalle scene che rimandano agli episodi del passato, l’infinita lotta interiore che li logora, convinzione e realtà, illusione e immaginazione o capacità effettive e qualità straordinarie?

Sono trascorsi 16 anni dagli eventi accaduti in Unbreakable – Il Predestinato, Joseph (Spencer Treat Clark) è cresciuto e aiuta il padre David Dunn (Bruce Willis) nella sua attività di vigilante a Philadelphia in nome di una giustizia privata volta a proteggere i cittadini, soprattutto dall’inquietante figura di Kevin Wendell Crumb (James McAvoy) personaggio apparso nella pellicola di Split, dalle personalità multiple e dissociate; la più temuta è quella della Bestia, la cui fame può essere placata solo attraverso il rapimento di ragazze “impure”. In Split abbiamo lasciato questo personaggio, in un finale dove emerge il suo lato umano; infatti Casey Cook (Anya Taylor-Joy) viene risparmiata dalla truce Bestia, perché in lui riconosce la sofferenza di un passato adolescenziale fatto di abusi, rimasti impressi sulla carne attraverso apparenti cicatrici che in realtà sono focolai vivi e ardenti in corpo, mente e anima.

Samuel L. Jackson e James McAvoy Ph: Jessica Kourkounis/Universal Pictures

David Dunn entra a far parte della categoria supereroi, la sua ferma convinzione di avere poteri soprannaturali, non solo è data dall’episodio principe da cui nasce la saga, la miracolosa sopravvivenza dal disastroso incidente ferroviario in Unbreakable, in cui persero la vita sua moglie e i passeggeri, ma le sue doti sono sempre state valorizzate dal figlio così come la sua forza è stata da lui testata in varie occasioni, Joseph lo segue e guida in ogni spostamento alla ricerca della Bestia o del cattivo di turno, coperto da un mantello nero perchè la sua identità non venga mai rivelata. Tutti lo conoscono come il Sorvegliante. Le istituzioni non approvano i metodi di questo Supereroe, o forse non accettano che in quest’epoca si possa ancora vivere tranquilli e sereni nella convinzione che con l’apparire di questi personaggi giustizia sarà fatta e l’incolumità sia garantita. Non ammettono che nella mente umana ci sia ancora spazio per la fantasia, sopratutto se applicata in maniera morbosa alla realtà.

David Dunn riesce a trovare Crumb che nel frattempo aveva rapito delle ragazze, grazie a uno scontro fortuito, a uno sfregamento tra corpi che provocano in lui una scintilla, che lo aiuta ad individuare la personalità particolare e controversa di Crumb, avviene l’epica lotta in un edificio dismesso di periferia tra la Bestia e il Sorvegliante, sotto gli occhi attoniti delle ragazze prigioniere che verranno sì liberate, ma per  Crumb e Dunn si apriranno le porte del Raven Hill Memorial, l’Ospedale Psichiatrico diretto dalla Dottoressa Ellie Staple (Sarah Paulson) specializzata nella guarigione di menti disturbate che soffrono di una particolare mania di grandezza: quella di credersi personaggi del mondo dei fumetti. In questo Ospedale alloggia però un’altro strano personaggio, presente nella struttura da 16 anni, Elijah Price (Samuel L. Jackson), costretto su una sedia a rotelle per una grave malattia alle ossa propense a rompersi facilmente come se fossero fragili pezzi di vetro, da qui il nome di cui si fregia Mr. Glass.

Dunn e Crumb saranno sottoposti a numerosi colloqui indagatori, unsieme a Price sedato per la sua pericolosità, dove si tenterà di far crollare nelle loro menti la convinzione di essere figure aliene a questo mondo, dotate di poteri in grado di salvare o distruggere vite umane. Crumb sarà in preda ai deliri causati dalle sue molteplici personalità, dove quella di Kevin, fragile e tenera, mai cresciuta, è destinata spesso a soccombere dinnanzi a L’Orda, gruppo dei personaggi più malvagi che si invadono il corpo di Crumb sfociando nella Bestia, incontrollabile e divoratrice.

Durante il loro calvario, all’interno del Raven Hill Memorial, saranno accompagnati rispettivamente, Dunn dal figlio Joseph, Crumb dalla sopravvissuta alla malvagità della Bestia Casey Cook, capace di toccare le corde più profonde del suo animo arrivando all’innocenza adolescenziale di Kevin bambino, ancora capace di distinguere il bene dal male e provare pietà, e Elijah, il personaggio che più di tutti dimostrerà di avere il controllo sugli altri, anche della Dottoressa Staple. Lui è assistito dalla madre (Charlayne Woodard) che cercherà di giustificare le sue cattiverie passate, in nome del legame e dell’affetto materno che li lega indissolubilmente.

PERCHE’ VEDERE GLASS
La prima parte del film ci porta a riflessioni profonde, a stupore e suspense che ci indicano che prima o poi qualcosa destabilizzerà la calma apparente che regna all’Ospedale Psichiatrico, dove tutto è controllato attraverso medicinali e parole più forti della medicina, atte a smontare falsi miti e a riportare alla ragione menti malate… Il percorso e il fine si fanno ardui per la Dottoressa Staple. Troviamo personaggi rinchiusi nelle loro celle pronti ad esplodere, anche se colui che si dimostra più orientato a rivelarsi e a scoppiare con veemenza per quello che è, è Crumb. La figura di Dunn risulta più mite, sofferente e combattuta, ma ci penserà la mente diabolica di Elijah a risvegliare il personaggio del Sorvegliante che pare assopito. Non possiamo dirvi nient’altro per non rovinarvi la sorpresa, la seconda parte si rivelerà degna delle aspettative maturate nel corso della prima, ricca di azioni e colpi di scena.

L’OPINIONE DI MODA E STYLE
L’originalità di Glass come delle pellicole precedenti, sta nel fatto che non ci troviamo dinnanzi al conflitto a cui siamo abituati ad assistere tra bene e male, bensì davanti a personaggi  che devono combattere contro sè stessi, conflittuali, talvolta deboli e malleabili da menti esperte, ma che hanno comunque un carattere che viene esplorato a fondo nel film, entrando in una galleria fatta di ricordi passati e presenti, di dolori e gioie, bontà, delusioni e amarezza, e che fanno delle loro debolezze e fragilità un punto di forza, due elementi che riescono a controllare ciò che si trovano ad affrontare, la nascita all’interno del loro essere di altre personalità che devono forzatamente accettare e rendere innocue o più positive, senza dover sottostare al meccanico gioco di altri, alle loro manie di visibilità e grandezza.

La vita è fatta di eventi che talvolta ci trasformano nel profondo, ci rendono alieni a ciò che eravamo, ma tutto va accettato e orientato verso una nuova prospettiva, un canale che fa parte esclusivamente della nostra persona, gli altri possono certamente aiutarci, consigliarci, proteggerci, ma senza mettere in discussione i nostri valori e principi, o quei pilastri che potrebbero far crollare il nostro io, se così fosse ci troveremmo a vagare in un corpo che non è il nostro, a non servirci della mente, nella sua completezza: ragione, istinto, fantasia, immaginazione sono strettamente collegate, e tra di loro regna una sorta di equilibrio che non dev’essere minimamente crollato.

 

Moda e Style non ha trovato in Glass dei Supereoi, ma persone comuni con una sensibilità straordinaria che si è tentato di soffocare, con la forza della ragione e della praticità, senza mettere in conto il sentimento, il trascorso, il cuore.

Moda e Style ringrazia Giulia Arbace, Ufficio Stampa Opinion Leader, per averci offerto l’opportunità di vedere un film ricco di spunti di riflessione.

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