Grazie. Quando nel dramma è giusto rendere merito

by Monica Renna

Grazie. Ogni giorno quando leggiamo di aziende, imprenditori e realtà industriali che hanno donato denaro o prodotti per l’emergenza Coronavirus è la prima parola che pronunciamo. Grazie.

L’aiuto, la solidarietà, il supporto economico sono fattori essenziali, ma nessuno è obbligato a risponderne in prima linea. Eppure in questa terribile emergenza sanitaria abbiamo quotidianamente evidenza che il mondo dell’industria e del commercio c’è e ha risposto ad appelli silenti per aiutare.

Con emozione diciamo a gran voce Grazie al mondo della moda, allo sport e ai piccoli benefattori anonimi che sono intervenuti in queste settimane facendo donazioni in denaro o riconvertendo la loro produzione per la realizzazione di materiale sanitario.

Uniamo un altro Grazie rivolto al mondo della ristorazione che non ha abbassato la saracinesca, ma l’ha voluta tenere su per portare cibo a infermieri, medici e volontari che lavorano con turni massacranti per assistere pazienti gravissimi.

A questi angeli va un altro nostro grazie perché oltre al lato professionale, gestiscono in modo esemplare l’aspetto umano ed emotivo nell’interfacciarsi a persone che nel peggiore dei casi muoiono sole senza il conforto di un parente, se non tramite l’ausilio di un dispositivo mobile.

Insomma non c’è solo un’emergenza. C’è l’emergenza di chi ha smesso di lavorare, del precario, del padre di famiglia separato (non legalmente, perché loro non possono vedere i propri figli).

C’è l’emergenza degli anziani soli, di chi non dispone di mezzi per spostarsi da casa o di chi non ha a chi affidare un figlio per andare a far la spesa.

C’è l’emergenza di chi non osa e non sa chiedere aiuto, ma soprattutto c’è l’emergenza di chi lotta per sopravvivere al Coronavirus.

Ci ripetiamo. Grazie a chi, con molta fatica ha rinunciato a tutto, ha preso atto con responsabilità della gravità della minaccia mortale che ci insidia da settimane, restando a casa. Grazie a chi raziona il cibo ogni giorno per allungare i tempi per uscire a fare la spesa o attende pazientemente ore per farla online. Grazie a chi restando a casa salva centinaia di vite e salva la propria.

Care aziende, politici, imprenditori, campioni dello Sport (e siete ancora pochi), questo articolo ricco di Grazie è per voi.

Grazie perché non è importante solo sopravvivere, ma anche saper sopravvivere, trovare il modo.

Accendere la Tv o il computer e leggere giorno dopo giorno di un’altra donazione, di un’altra azienda che ha convertito la sua produzione, di un altro ospedale che ha ricevuto importanti contributi in denaro, è per noi cittadini italiani linfa vitale, energia, forza per andare avanti, giorno dopo giorno.

La nostra massima gratitudine va a: Calzedonia, Chiara Ferragni, Decathlon, Brunello Cucinelli, Armani, Faby, Ciccarelli, Gucci, L’Erbolario, Cruciani C, Nital, Ferrero, Esselunga, A.C. Milan, F.C. Internazionale Milano, Juventus Football Club, Korff, Thun, Haier Europe, Ramazzotti, Zegna, Erreà, Zara, Amazon, Coccinelle, Essence, Catrice, Mutti, Geox, Conad, Coca Cola, Ferrari, Davines, Università Bocconi, Recordati, Prada, Diadora, grazie al mondo della musica, agli sportivi che hanno detto sì al taglio dello stipendio, ma anche a coloro che hanno donato e che continueranno a farlo. L’elenco continua…

Ancora grazie a quegli eroi che ogni giorno affrontano in prima linea con rischi grandissimi per la propria salute l’emergenza sanitaria, grazie a chi continua a svolgere il proprio lavoro, perché quel lavoro permette al sistema Italia di non collassare.

Un enorme Grazie alle forze dell’ordine, grazie alla ricerca, che non si ferma e che lavora incessantemente per la creazione di un vaccino efficace.

Noi di Moda e Style desideriamo porre in futuro un altro Grazie: Grazie a chi avrà il dovere di tirare le somme, cercando nel limite del possibile di prendere il positivo e trasformarlo in nuovo inizio.

Vi ringrazieremo ancora una volta quando prenderete una ad una tutte le persone che hanno lavorato e sono sopravvissute al Coronavirus, perché da eroi avranno bisogno di un lungo applauso…

Si, ma avranno bisogno soprattutto della riconoscenza vera e tangibile, senza medaglie, ma con interventi concreti a riprova del lavoro svolto.

Eroi per aver salvato vite, eroi per aver lavorato senza onori e combattuto una guerra, in silenzio e nel più imbarazzante anonimato. Grazie a chi con umiltà arriverà insieme a noi cittadini alla fine di questo tunnel.

Concludiamo. Grazie meravigliosa Italia, andrà tutto bene. Ne usciremo.

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