Pierpaolo Zizzi tra carriera e il Signor S nel film de I Me contro Te

by Monica Renna

Moda e Style incontra in una video intervista Pierpaolo Zizzi, noto in Italia per la sua recente esperienza nel ruolo del cattivissimo Signor S nei film de I Me contro Te. Scopriremo anche la sua carriera e i progetti per il futuro.

Parliamo del tuo percorso artistico, dalle origini fino alle esperienze più recenti

La mia carriera artistica ha avuto inizio a 10 anni con un musical nel teatro della parrocchia della mia città, Brindisi. Dopo questa esperienza ho studiato recitazione, canto, ballo finché nel 2008 si è presentata una grande opportunità cinematografica attraverso il film Gli Amici del bar Margherita, diretto da Pupi Avati. In questa pellicola interpretavo il ruolo del giovane protagonista Taddeo, all’interno di un cast stellare composto da Diego Abatantuono, Fabio de Luigi, Luigi Lo Cascio, Katia Ricciarelli, Luisa Ranieri, Laura Chiatti solo per citarne alcuni. Successivamente ho voluto approfondire i miei studi negli Stati Uniti, per poi trasferirmi a Madrid, dove vivo attualmente, frequentando dei corsi di recitazione in lingua spagnola e in inglese.

Da sinistra Pierpaolo Zizzi, Diego Abatantuono, a destra Neri Marcore sul set “Gli amici del Bar Margherita”

Quali sono gli eventi che hanno segnato la tua carriera artistica in questi anni?

Sicuramente la città di Bologna, dove ho vissuto 10 anni, mi ha dato molto. Ricordo con affetto la compagnia teatrale il Teatro della Rabbia, con cui ho messo in scena due spettacoli al Teatro San Martino di Bologna. In quell’occasione ho avuto modo di essere diretto per la prima volta da una regista donna, un’esperienza lavorativa straordinaria che mi piacerebbe ripetere.

Poi ho lavorato nel Teatro Comunale di San Giovanni Pesticeto in provincia di Bologna, come protagonista in uno spettacolo dove interpretavo un giovane indio-italiano, un ruolo che ha richiesto uno studio approfondito sull’accento, che doveva essere indiano.

Per quanto riguarda la danza ho avuto l’onore di incontrare Mattia Gandini, ex ballerino della Scala di Milano, e far parte del corpo di ballo nell’opera Pinocchio nel Teatro Comunale di Bologna.

Come mai ti sei trasferito in Spagna?

Tutto è nato per caso, come spesso accade nella vita: sono venuto in vacanza a Madrid e mi sono reso conto del grandissimo fermento teatrale esistente. Attraverso la gente del posto ho avuto modo di conoscere molti teatri: a Madrid c’è la Gran Via che la Broadway spagnola, costituita da diversi teatri dove si svolgono i grandi musical. Qui un musical come Il Re Leone, che in Italia va in scena per qualche mese, in Spagna resta in tour per anni e i teatri sono sempre pieni.

Oltre alla Gran Via ci sono tanti piccoli spazi con un numero di capienza minore dove si esibiscono diverse compagnie teatrali.

In questo momento dove stai indirizzando la tua carriera o dove vorresti andasse?

C’è il grande sogno di lavorare come attore a livello internazionale. Per raggiungere un obiettivo di questo tipo è importante cogliere le opportunità ovunque si presentino, anche perché il lavoro dell’attore è così. Quindi al momento colgo le occasioni che mi si presentano sia in Italia che in Spagna.

Tra le tue peculiarità artistiche quale ti distingue oggi?

Sicuramente la danza mi ha aiutato molto, perché mi ha dato consapevolezza del mio corpo che a mio avviso ogni attore dovrebbe avere, studiando danza. Questa preparazione mi ha dato l’opportunità di interpretare personaggi diversi, ma anche di caratterizzarli nel loro modo di agire attraverso la mimica fisica e la capacità di comunicare attraverso il corpo.

Poi pensando alle ultime esperienze, anche l’altezza mi ha facilitato in alcuni ruoli. Non essendo altissimo ho interpretato ruoli da “cattivo” che mi hanno permesso di relazionarmi con i bambini, senza incutere troppa paura. L’eccessiva altezza o grandezza in un personaggio cattivo può spaventare i bambini, questo non è fortunatamente il mio caso.

Questa tua vena simpatica da cattivo quindi si è già vista…

Si non era la prima volta. Nei film de I Me contro te, c’è però stato un duro lavoro dietro lo studio del personaggio, soprattutto con la prima pellicola: si trattava di un personaggio cattivo che però non doveva far paura. Questo personaggio fa simpatia, non paura come si vede dalla mimica, dal tono di voce e da molte altre sue peculiarità.

Come si presenta il Signor S e come evolve il suo personaggio?

Il Signor S è stato presentato per anni l’acerrimo nemico de I Me contro Te, colui che metteva il bastone tra le ruote e cercava di rovinare i loro momenti felici. All’inizio lo abbiamo conosciuto come un uomo grande, alto, dalla voce profonda, coperto da un grosso mantello e guanti d’acciaio, di cui non si conosceva l’identità. Poi la vena comica del mio personaggio nasce nel secondo film, quando il temibile Signor S cadendo a terra, perde la sua copertura mostrando un omino piccino con una voce stridula. Un personaggio comico che comunque prosegue nell’intento di mettere il bastone tra le ruote a Luì e Sofì, combinandone di tutti i colori.

Ma il Signor S è davvero così cattivo?

Il Signor S, per fisicità e voce da bambino, credo piaccia molto ai bambini perché si rivedono molto in lui. In fin dei conti è un bambino capriccioso, un po’ bullizzato, che vuole la sua rivincita. Quindi più che cattivo, porta con sé una ferita, qualcosa che lo ha colpito nell’animo. Questa sua vendetta, questa sua cattiveria nasce proprio da un momento di sofferenza.

Cosa ti aspetti dopo l’uscita di Me contro Te Il Film – Persi nel Tempo, ci sono progetti che vorresti avviare, magari in Italia?

In Italia in questo momento no, in Spagna invece ho appena concluso quattro date in teatro, dove ho recitato da protagonista in lingua spagnola, in un cast spagnolo. Prossimamente tornerò a essere protagonista di un musical dedicato al mondo dei bambini, che a causa della pandemia è stato sospeso.

Se penso all’Italia vorrei continuare a lavorare nel cinema con i suoi grandi protagonisti, interpretando personaggi che abbiano un certo spessore, dove sia previsto uno studio approfondito del personaggio.

Infine, l’ultimo grande sogno, è lavorare con una regista donna.

In pochi parlano di quanto sia impegnativo preparare un personaggio sul set…

E’ molto impegnativo, perché molto spesso si indossano costumi un po’ ingombranti o scomodi. Penso alla tutina in lycra del Signor S, che ho indossato durante le riprese, che si sono svolte in estate, o a teatro dove sotto i riflettori, che già emettono calore, si indossano più strati d’abito. Anche durante le riprese del film diretto da Pupi Avati, indossavamo capi invernali, ma il film è stato girato nel mese di luglio!

Tornando al Signor S, forse non sapete che per entrare al mio personaggio dovevo arrivare sul set due ore prima dell’inizio delle riprese per permettere a truccatori e stylist di svolgere il loro lavoro. Poi altri 40 minuti per struccarsi e potete immaginare quanto lavoro abbia dovuto fare con il Signor S…

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