Pretty Woman la favola incanta il Teatro Nazionale di Milano

by Monica Renna

Lo abbiamo annunciato ed ora possiamo parlarne finalmente. Moda e Style ha assistito a Pretty Woman – Il Musical che il 28 settembre 2021 ha debuttato in anteprima nazionale al Teatro Nazionale CheBanca! di Milano.

Vi abbiamo già presentato lo spettacolo, ma quello che mancava era riuscire a descrivervi le emozioni vissute e l’impatto con la versione teatrale di un fim, Pretty Woman, che ancora oggi, a distanza di 30 anni dalla sua messa in onda in Tv, entusiasma ed emoziona generazioni di donne e… Non solo.

Tornare a teatro, con una capienza al 50%, con sedute alternate e indossando rigorosamente la mascherina (dopo aver passato il check in del Green Pass) è stato impressionante, strano, surreale, nonostante siano passati 18 mesi dall’inizio della pandemia da Covid-19.

Però l’emozione di tornare a sedersi in platea, vestirsi per andare a una sera di gala, aspettare l’inizio di uno spettacolo è stato impagabile.

Pretty Woman – Il Musical tra film e live show

I protagonisti non hanno deluso, tre grandi nomi noti al mondo del musical: Beatrice Baldaccini, Thomas Santu e Christian Ruiz che hanno saputo animare i tre protagonisti del film con novità interpretative e battute esilaranti.

Attenzione: evitiamo paragoni tra il film e la versione teatrale!

L’upgrade se vogliamo definirlo così delle capacità canore e di performance si è rivelato senza sbavature o imperfezioni. Molte scene epiche riproposte, molte altre tagliate per esigenze di scena, ma per chi dovrà staccare ancora il biglietto assicuriamo pathos e coinvolgimento e risate, grazie a Giulio che scoprirete in tutta la sua simpatia, Vivian che ritroviamo come la protagonista del film nelle sue battute più celebri e Barney, molto meno impostato rispetto al film, forse il personaggio che ha stupito nella sua versione musical.

Kit De Luca, interpretata da Martina Ciabatti Mennell, perfetta in tutto.

Cosa vedrete e cosa scoprirete

Lo spettacolo ha una colonna sonora nuova di zecca eseguita dal vivo. I brani, in stile pop-rock e romantici anni ’80 sono di Bryan Adams e Jim Vallance, tranne “Oh, Pretty Woman”, che è un classico di Roy Orbison, che chiuderà lo show.

Un nuovo personaggio: Happy Man
La versione musical presenta un personaggio nuovo: Happy Man, interpretato da Cristian Ruiz. Happy Man è ispirato al ragazzo di colore che nel film dice: “Benvenuti a Hollywood!”. Rappresenta il sogno, un burattinaio del destino che tesse i fili della storia, parlando in modo diretto al pubblico, altre volte come narratore. È lui che consegna ai protagonisti, Beatrice Baldaccini nei panni di Vivian Ward e Thomas Santu nei panni di Edward Lewis, la mappa delle stelle, che non sono le stelle di Hollywood, bensì le stelle del destino, punti luminosi a cui indirizzare lo sguardo per non perdersi lungo le strade della città, per andare dritti alla scelta di se stessi.

Niente pugno in faccia, arriva il calcio di Vivian
Il pugno in faccia che Stuckey, interpretato da Gabriele Foschi, l’avvocato di Edward, sferra a Vivian nel film non c’è nell’adattamento teatrale. Al contrario, Vivian gli tira un calcio.

Lancio della lumaca
Nella scena della cena d’affari con Edwuard, Vivian non sa usare correttamente le posate e fa volare dal piatto una lumaca, che viene presa al volo da un cameriere mentre lei esclama: “Stronze lumachine!”. Non essendo possibile realizzare questo episodio nella trasposizione teatrale lo hanno sostituito con un intermezzo dedicato al ballo, tra l’altro molto divertente grazie alla goffaggine interpretativa di Beatrice Baldaccini nei panni di Vivian.

La vasca da bagno
E’ una delle scene più belle di Pretty Woman. Nel film, fra schiuma e relax, Vivian accarezza Edward e lui si lascia andare a un’intimità inaspettata. In teatro vedremo lei è in vasca dopo la prima notte insieme. E, come nel film, lui rimane benevolmente stupito nel sentirla cantare un po’ stonata mentre ascolta il walkman, in pieno rispetto della tecnologia anni ‘80. Ma la canzone non sarà Kiss di Prince. Canterà “I could get used to this” di Adams. Il titolo, “Potrei abituarmi a questo”, invita a chiedersi a che cosa Vivian si potrebbe abituare. Al lusso o all’amore.

Le scene d’amore
Il film lascia più intendere che vedere. Anche il musical segue di pari passo i momenti del film. Quello che nel musical vediamo è lui a torso nudo, lei con la sottoveste dopo la prima notte insieme. Il bacio arriverà a sorpresa. La scena di sesso più esplicita? Quella del pianoforte, molto impattante.

Lo shopping a Rodeo Drive
La scena dello shopping sul palco è ridotta. Però non può mancare quella del pregiudizio di cui è vittima Vivian nella boutique di Rodeo Drive ad opera di due commesse. Il frame è epico, anche sul palco fa il suo bell’effetto. La rivalsa arriverà anche nel musical con una Vivian super elegante che farà tappa nel negozio avendo l’ultima parola sulle due commesse.

La Lotus Esprit SE turbo c’è ma non si vede
La mitica automobile per motivi di spazio e tecnica non calca il palcoscenico. I protagonisti, però, ne parlano, perché è uno status symbol che non può essere trascurato anche nella versione teatrale.

Il finale in carriola
Nel film Edward si presenta con la Limousine e si arrampica sulle scale antincendio, nel musical arriva trainato da un carrello della spesa in compagnia di Happy Man. Infine ritroviamo la scala e il finale con l’happy ending che tutti sappiamo ci sarà.

Related Posts

Leave a Comment