Gucci Storia: la trama del tempo

Nello Storico Palazzo Gucci in Piazza della Signoria a Firenze una mostra dialoga tra passato e presente
Un Palazzo che racconta una storia fatta di arte, artigianalità, made in Italy. Palazzo Gucci, un tempo sede di Palazzo della Mercanzia, edificio simbolo risalente al 1337, custodisce la storia della maison. E la narrazione, come un destino condiviso della Maison e della sua città d’origine, esprime appieno il dialogo continuo con il presente.
Raccontare questo viaggio è riduttivo. Bisogna viverlo. Come abbiamo fatto noi, immergendoci in un’atmosfera e in un ritmo che guida i visitatori attraverso una successione di cambiamenti spaziali e narrativi che incarnano le molteplici identità della Maison.
Attraversare il Palazzo, dunque, equivale ad attraversare Firenze e le numerose incarnazioni della Maison stessa, reinterpretandone l’eredità e il futuro come un racconto fluido e in continua evoluzione.
Un museo di musei
Il Palazzo è una sequenza di spazi in cui convergono mondi distinti. Una galleria di ritratti richiama i concetti di genealogia e identità. Mentre una galleria di arazzi valorizza una tradizione artigianale fiorentina profondamente legata alla Maison. Una wunderkammer espone oggetti provenienti dagli archivi; mentre il savoir-faire e l’innovazione della Maison prendono forma in due ambienti dedicati, accanto a spazi cinematografici e installazioni oracolari interattive.


Gucci Storia: un nuovo capitolo fondamentale per Palazzo Gucci
Distribuita tra il primo e il secondo piano dell’edificio, la mostra al piano terra ospita una boutique dedicata, insieme a Gucci Osteria da Massimo Bottura, mentre poco distante, sulla piazza, si trova Gucci Giardino, caffè e cocktail bar aperto tutto il giorno.
La trama del tempo
Al primo piano, lungo le pareti di questo spazio, elaborati arazzi costruiscono una rilettura simbolica dei 105 anni di storia della Maison. Richiamano le radici artigianali che definiscono l’identità di Gucci come casa fiorentina, con composizioni ispirate all’arte rinascimentale.

Attraverso quattro scene, viene reinterpretata l’eredità della Maison, unendo tecnologie contemporanee di generazione dell’immagine a una delle espressioni più raffinate dell’arte tessile italiana. Le immagini ripercorrono gli esordi di Guccio Gucci come facchino presso il The Savoy, attraversando le successive reinterpretazioni degli immaginari dei direttori artistici, fino a culminare in una scena che ritrae Demna (il direttore artistico) al lavoro, intento a plasmare il futuro di Gucci.
La Galleria e l’Archivio

La Galleria mostra una serie di ritratti, con pareti rivestite in tessuto che incorniciano le immagini di La Famiglia. Realizzate da Catherine Opie, rappresentano le molteplici sfaccettature che definiscono collettivamente la “Gucciness” della Maison. Le immagini riflettono la ricerca continua di Demna sui codici visivi e archivistici che costituiscono l’identità della Maison. I ritratti di una famiglia estesa diventano studi di carattere che tracciano l’essenza duratura di Gucci.
Cambio ri prospettiva, invece per la sala dell’Archivio, ispirata agli archivi di storia naturale. All’interno di un sistema di cassetti, alcuni degli oggetti più insoliti di Gucci — tra cui borse da tennis, kit da barba e foulard — sono disposti accanto ad altri manufatti singolari.
Come una capsula del tempo, Archivio evoca l’atmosfera di uno spazio nascosto dove prendono forma i processi creativi. L’archivio segue una logica volutamente non lineare, lasciando che gli oggetti più inattesi raccontino l’ampiezza della sensibilità estetica della Maison.
Dedicata ai contenuti visivi che esprimono la visione di Demna per Gucci, la sala di proiezione presenta una rotazione di filmati e video di collezione in uno spazio monocromatico che richiama l’interno di una sala cinematografica, circondata da un monumentale sipario in velluto.
Generation Gucci

Come un laboratorio mentale che avvolge lo spazio, le immagini della campagna Generation Gucci, scattate da Demna, assumono una forma immersiva attraverso composizioni fotografiche di grande formato. Analizzando i codici della Maison attraverso i suoi 105 anni di storia, lo spazio si sviluppa come un intreccio tra passato, presente e futuro. All’uscita, i visitatori incontrano una lettera scritta da Demna in vista di Gucci Primavera, la sua sfilata di debutto per la Maison, offrendo uno sguardo sulla sua visione per Gucci.

La Manifattura e l’artigianalità di Gucci

Dialogo tra tradizione e innovazione, questa sala si sviluppa in due ambienti distinti. Il primo esplora l’artigianalità Gucci, radicata negli storici laboratori di Palazzo Settimanni. Modelli iconici come la Gucci Bamboo 1947, la Gucci Jackie 1961, la Gucci Horsebit 1955 e il mocassino Gucci Horsebit 1953 Loafer sono esposti all’interno di nicchie incassate, formando una linea temporale della loro creazione. Un tavolo da lavoro disseminato di strumenti d’archivio richiama i primi maestri artigiani della Maison. Sono inoltre esposti la borsa Gucci Dionysus, la sneaker Gucci Tennis 1977, la prima sneaker Gucci e la prima sneaker Gucci Ace Sneaker firmata da Tom Ford per la Primavera/Estate 2004.
Il secondo ambiente, simile a un laboratorio, è visibile attraverso un’apertura incorniciata. Spazio dedicato alla sperimentazione, ospita processi e tecniche innovative, oltre a bracci robotici che testano la resistenza dei materiali, incarnando l’innovazione radicale che definisce l’ArtLab Gucci a Firenze.
La storia del prêt-à-porter Gucci prosegue al secondo piano attraverso una serie di manichini sospesi, che sembrano fluttuare nel tempo. Gli outfit sono collocati all’altezza dello sguardo, permettendo ai visitatori di osservare da vicino questi artefatti che raccontano l’evoluzione dell’identità ready-to-wear della Maison nel corso di sei decenni.


La stanza della verità
Di nuovo con un radicale cambio di prospettiva ecco apparire la La Stanza della Verità , che si colloca tra uno studio e un salotto, evocando l’estetica degli anni Ottanta e l’atmosfera della storica Galleria Gucci.
Secondo la leggenda, negli anni Ottanta alcuni ospiti selezionati ricevevano per posta chiavi dorate che garantivano accesso a questo santuario nascosto sopra il negozio di New York. Uno spazio accessibile solo su invito, in cui arte, cultura e retail d’alta gamma si intrecciavano, offrendo opere rare e pezzi unici ai clienti più esclusivi.
La stanza ricostruisce con precisione quasi forense un momento invisibile, che genera più domande che risposte. Tra gli oggetti esposti figurano un ritratto di Guccio Gucci e lo stemma della Maison, con cui i visitatori sono invitati a interagire, proiettando su di essi gossip, speculazioni e aneddoti che circondano Gucci, in uno spazio dove mito, memoria e mistero convergono.

L’Oracolo
Lo spazio finale di Palazzo Gucci si presenta come un’alcova monocromatica e onirica. Un oggetto misterioso, simile a un pilastro, assume il ruolo di oracolo attraverso un’interfaccia interattiva che permette ai visitatori di esplorare risposte suddivise in tre grandi categorie: un’esperienza che racconta tanto della Maison quanto di chi la osserva, evocando pratiche antiche reinterpretate con spirito ludico.
Gucci Storia è aperta al pubblico dal 27 aprile presso Palazzo Gucci, Piazza della Signoria 10, 50122, Firenze.