Al Manzoni la versione pop rock di Sogno di una notte di mezza estate

Moda e Style è affezionata al Teatro Manzoni di Milano e ha avuto il piacere di poter assistere alla prima di Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare, adattata da Massimiliano Bruno, la cui produzione esecutiva è stata affidata a Fabrizio Iorio,  prodotto da Corte Arcana Isola Trovata, in scena fino al 17 marzo.

Moda e Style ha potuto saggiare lo spirito e gli umori di ben 10 attori su 14 presenti in conferenza stampa, tra cui il mattatore Paolo Ruffini che nell’opera interpreta Puck, il folletto del bosco, la splendida Violante Placido che ha vestito i panni di Ippolita, la Regina delle Amazzoni, e Titania, Regina delle Fate, e infine il goliardico Stefano Fresi nei panni di Bottom e Piramo.

Si è visto il perfetto affiatamento della compagnia, la capacità dei giovani attori di apprendere e ascoltare con umiltà i consigli di chi ha più esperienza, nonché la voglia di un trascinante Paolo Ruffini di portare i giovani a teatro, attirandoli verso un’opera Shakespeariana un pò snellita e trasformata nei costumi e nelle scenografie, per renderla più appetibile e accattivante, pur rimanendo fedele al testo originale e alla vicenda onirica, in versione pop rock.

Paolo Ruffini ha sottolineato quanto il teatro sia lungimirante, e non fuggevole come ciò che sui social appare, come il contatto diretto tra il pubblico e gli attori sia importante, solo quel palco è in grado di generare quel feeling magico che rende lo spettatore partecipe di ciò che si sta svolgendo in scena, e l’attore meno lontano, dotato di tutta la sua fisicità, rispetto alla sua comparsa e al suo interagire dentro la scatola televisiva.

Il teatro è più reale di quanto possa sembrare, anche se gli attori sono chiamati ad interpretare delle parti studiate e fingersi dei personaggi, il pubblico li vede per ciò che sono: attori. Il pubblico detiene il potere di osservare ciò che avviene sul palcoscenico, spogliare gli interpreti rendendoli nudi e crudi, levandogli quelle maschere di esseri inarrivabili, invincibili, alieni a ciò che noi siamo. Il mondo del web agisce per canali, dove è impossibile sondare dove si trovi la realtà e la finzione. Il teatro è una finestra sul vero. Riproduce la vita, non inganna.

Stefano Fresi ci ha fatto sorridere, con i collegamenti tra il tema dell’eros che viene reso in maniera goliardica in questa versione di Sogno di una notte di mezza estate, e il suo personaggio Bottom che, sorpreso, si ritroverà tra le braccia della bella Titania, ma con una testa d’asino, ovviamente l’argomento viste siffatte vesti non poteva essere più di tanto approfondito e sviscerato. Il linguaggio del gruppo dei comici, Quince, Maurizio Lops, Snug, Rosario Petix, Bottom/Piramo, Stefano Fresi, Flute/Tisbe, Dario Tacconelli, Snout/Muro Zep Ragone che devono mettere in scena per le nozze del Duca Teseo con Ippolita, una commedia bislacca, è spiazzante per la capacità che ha avuto di catturare la nostra attenzione, di essere compreso, entrare nel nostro parlato a fine rappresentazione, in un gioco che ci ha divertito parecchio, in cui inglesismi, suoni e accenti di dialetti, del centro Italia, ai quali ci è sembrato potesse essere riconducibile questa originale e divertente parlata, si sono perfettamente miscelati.

La scena in cui è ambientata questa versione dell’opera Shakespeariana è un folle circo, in cui si intrecciano le vicende delle coppie di giovani innamorati, le amiche/nemiche/amiche Elena ed Ermia, rispettivamente interpretate da Sara Baccarini e Alessandra Ferrara, e Lisandro e Demetrio, Tiziano Scrocca e Antonio Gargiulo, prede di casualità e fato. Gli innamorati condividono i loro patimenti d’amore, con le entità mitologiche Oberon, Augusto Fornari e il folletto Puck. Oberon e Puck si divertono a tirare i fili delle due inconsapevoli coppie, come burattini tra le mani, sopratutto il maldestro Puck  ne combina delle belle, facendo separare e riunire gli amanti.

E’ un circo, uno strano bosco l’ambientazione ideale di Massimiliano Bruno per la sua trasposizione di Sogno di una notte di mezza estate, dove scherzi del destino si scontrano con la razionalità umana talvolta applicata all’amore, che non può essere soggetto a programmi, e codificato.

L’amore è il carattere essenziale, il teorema dell’opera, l’amore che nasce senza un troppe spiegazioni, l’affanno e la rincorsa degli uomini che fanno di tutto per ottenerlo, da chi suscita il loro interesse e il battito accelerato del loro cuore. L’incontro inaspettato del proprio amato/a per casualità di cui non si è padroni. Mito, fiaba e quotidianità si mescolano in un intreccio senza soluzione di continuità in questa originale versione del noto testo shakespeariano.

I personaggi che popolano questa rappresentazione di Sogno di una notte di mezza estate non possono che essere folli, nell’ambientazione circense, Puck è un violinista che non sa suonare, Oberon un enigmatico gay e Titania un ammaestratrice di bestie selvagge, Bottom un pagliaccio senza palcoscenico, un cerchio che alla fine della rappresentazione si chiude perfettamente, tessere di un puzzle circolare che si incastrano esattamente, perchè così è la vita, si prende gioco di noi, ci fa gioire, soffrire ma, rimane sempre vita e niente le si può recriminare.

L’intenzione di Massimiliano Bruno in questa nuova versione dell’opera è essere affettivi senza essere affettuosi, ferire per suscitare una reazione, divertire per far riflettere e vivere nella verità del sogno mettendo da parte la ragione troppo asciutta e conformista.

Moda e Style vi consiglia di accorrere numerosi al Teatro Manzoni di Milano, fino al 17 marzo, perché il teatro fa bene, vi troverete davanti a una scatenata “rock band” di attori capaci e strampalati, in grado di far sorridere in maniera semplice ma ricercata, in “Sogno di una notte di mezza estate” troverete anche degli spunti per riflettere, e magari vi accorgerete di quanto riflessione e ragione cedano il passo, nel percorso di vita, al volere del caso, dell’imprevedibilità, e quanto lo struggimento in amore, possa generare ansia, malessere e infelicità.

Sogno di una notte di mezza estate ha lasciato un senso di leggerezza, piacere nel prendere la vita così com’è, insegna che l’amore non è accanimento, ma un sentimento di cui non possiamo essere sovrani, che l’attesa è magica e può regalare il doppio della gioia, perchè il quando meno te l’aspetti produce risultati maggiori quando accade. E’ forse il sogno che dobbiamo inseguire, più vicino che mai alla realtà, è la piuma leggera che su di noi si posa durante il sonno, che solletica l’immaginazione e i sensi, che ci rende un po’ folli, virtuosi, coraggiosi, ciò che rifiutiamo di essere o che riteniamo avere caratteristiche inadatte a vestirci nel quotidiano.

Continuare a sognare ci rende pronti a ciò che potrebbe accadere nella realtà, a fatti erroneamente etichettati come impensabili. Il sogno a volte ci porge soluzioni che la ragione non offre.

Moda e Style vi saluta e vi attende al prossimo spettacolo… ooops… News!