Milano Design Week 2026 : scelti da noi

Fino al 26 aprile eventi, pop up, talk, installazioni al Fuorisalone
Durante la Milano Design Week sono tantissime le proposte del Fuorisalone sparse per la città. Milano si trasforma nella capitale del design.
L’Arabesque Design Gallery: Tempi Emotivi
Chichi Meroni trasforma L’Arabesque Design Gallery (corso di Porta Vittoria 5) in un passaggio attraverso memorie fotografiche ricostruite da arredi intrisi di emozioni immutabili, incisori di tracce sulle riflessioni dell’oggi sull’estetica.
Sei stanze separate solo da pareti immaginarie, dove il colore definisce il tempo. Luoghi uniti dalla memoria e dalla vita.


Guardare attraverso non è un gesto neutro. È un invito ad entrare nell’intimità di qualcuno senza mai del tutto violarla. Un libro letto a ritroso, fatto di una storia fuori dal filo dei tempi, senza teoremi da dimostrare. Un’installazione che vede il tempo e lo guarda come un presente inalienabile. Eppure allo stesso tempo testimone e provocatore delle tracce del nostro sapere e maestro di vita, custode oggi della creatività che ci guida.
Macro Pop Luca Vernizzi: Finissage con Gusto alla Fabbrica del Vapore
La mostra di Luca Vernizzi, inserita dalla Fabbrica del Vapore (via Procaccini 4) negli eventi che caratterizzano la Design Week nello spazio post-industriale milanese chiude in “dolcezza” con un omaggio speciale all’artista e ai visitatori della mostra creato da Anna Paola Lo Presti per OBIC in edizione limitata di 100 pezzi.
Sabato 25 e domenica 26 aprile per il finissage della mostra i visitatori riceveranno in omaggio un “Savoiardo dal cuore di fragola”. Creato dalla food designer romana e fondatrice di OBIC che, per questo progetto dove si uniscono arte e design alla cultura del cibo, lavora con grandi chef stellati.

Il “Savoiardo dal cuore di fragola” realizzato su concetto di Anna Paola è nato dalle mani della giovane Pastry Chef Sara Montesi (nata da Levain e da Bonci) e oggi nel nuovo locale romano di Gastone Pierini “Isa Voiardi caffè e pasticci“. Ispirato alla tradizione francese di Paul Bocuse, propone i savoiardi esaltandoli come base di tutti i dolci antichi, dal tiramisù alla charlotte, dal gâteau de Savoie alla zuppa inglese.
La ricetta del biscotto italico per eccellenza utilizza pochi ingredienti, come fa Luca nelle sue tele dove le ampie campiture grezze mettono ancor più in rilievo le “cose” ritratte.
La mostra MACRO POP allestita alla Fabbrica del Vapore si compone idi 46 opere, otto tele monumentali, 2 dipinti di grandi dimensioni su legno. E una serie di opere di piccolo formato su carta realizzate con tecniche diverse sempre dedicate agli oggetti. Le opere più datate sono “Grande calamaio” del 1988 e “Televisore spento” del 1989 a dimostrazione di come il ritratto di oggetti sia una tematica costante nel lavoro di Luca. A queste si aggiungono “Frutta e pomodori” del 2012; “Accappatoi”, “Detersivo per i piatti”, “Mazzo di chiavi”, “Scodella e cucchiaio” del 2020; “Goccia” del 2021; “Annaffiatoio” del 2022 e il più recente “Occhiali da sole” del 2025.

Rancé al Fuorisalone invita a un viaggio nell’eleganza senza tempo
Rancé apre le porte della sua boutique per offrire al pubblico del Salone un’esperienza immersiva nel proprio universo fatto di storia e arte, di profumiera e design.
All’interno della boutique Rancé 1795, situata in un palazzo storico nel prestigioso Corso Magenta, i visitatori potranno esplorare le creazioni iconiche della Maison, tra cui le fragranze best seller Hélène e Le Vainqueur, e apprezzare l’attenzione ai dettagli che da sempre contraddistingue il brand: dai flaconi in vetro ai raffinati tappi in zama, fino alle decorazioni uniche delle saponette, realizzate con la tradizionale lavorazione triple-milled.
Rancé dunque invita i visitatori a intraprendere un viaggio sensoriale e culturale nell’eleganza senza tempo delle proprie collezioni.


L’ eccellenza tessile di Alessandro Bini incontra la maestria calzaturiera di Sergio Rossi
L’azienda fiorentina specializzata in tessuti per l’arredo ha realizzato un progetto visual per l’iconico brand di calzature. Creando uno scenografico paravento per le vetrine di via della Spiga 26 a Milano.
La vetrina Sergio Rossi si trasforma così in un micro–palcoscenico. In cui il paravento è concepito come un totem tessile. Una struttura morbida ma architettonica, rivestita interamente nel tessuto Dedalo. Una delle novità più raffinate della collezione Alessandro Bini 2026.

Dedalo è stato scelto per la sua capacità di catturare la luce e restituirla in modo vibrante. La sua presenza non invade, ma accompagna, avvolge le silhouette delle calzature. Ne esalta le linee, crea un ritmo visivo che guida lo sguardo verso il prodotto. Il tessuto vive di intrecci, micro-rilievi e profondità visiva. La sua trama, ispirata ai percorsi di una città, diventa metafora di un viaggio contemporaneo tra moda, interior e lifestyle.
L’idea guida è quella di intrecciare due mondi — arte calzaturiera e interior — in un racconto che celebra il movimento. Il passo femminile, la camminata sicura, la traiettoria di una donna che attraversa la città durante la Design Week indossando un elegante modello firmato Sergio Rossi. La vetrina diventa installazione. Un luogo che invita a fermarsi, osservare, toccare con gli occhi.
Il progetto visual di Alessandro Bini rappresenta un gesto creativo. Un dialogo con l’arte calzaturiera di Sergio Rossi che ha ridefinito la moda con il suo design innovativo. Esaltando la bellezza e la femminilità.
