Invidia: la vendetta degli incapaci

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1Se il peggiore dei sette vizi capitali è la superbia, ovvero il desiderio di essere superiori agli altri disprezzando ordini e leggi, e quindi mettendosi sullo stesso livello di Dio, il secondo posto se lo aggiudica di sicuro l’Invidia! Che potremmo considerare anche come il peccato “opposto”.
Si, perché mentre la prima è caratterizzata da un’eccessiva considerazione di sé stessi, alla seconda è legata senza ombra di dubbio una bassa autostima, nonché una visione esagerata degli ostacoli e delle difficoltà che si incontrano nella vita.
Spesso, infatti, l’invidioso possiede e riconosce a se stesso delle buone qualità, ma non le considera sufficienti e si ritiene quindi un incapace!

E’ un sentimento che nasce dal continuo paragone con gli altri che sfocia nel desiderio ambivalente di possedere ciò che gli altri possiedono, oppure che gli altri perdano quello che possiedono a prescindere dal valore intrinseco dell’oggetto.
Peraltro non si rivolge solo verso oggetti materiali, ma anche verso doti, pregi immateriali o rapporti interpersonali come, per esempio, una particolare avvenenza, intelligenza, carisma, un bel corpo, dei bei capelli, un buon gusto nel vestire, un fidanzato “perfetto”, la felicità altrui… insomma chi più ne ha più ne metta!

Spesso è generata da desideri che sono stati frustrati in passato, per questo ha radici molto profonde e non è un2 problema di facile soluzione.
L’invidioso è generalmente una persona insoddisfatta, delusa, abbattuta, ossessiva, manipolatrice ed ipocrita. Se esasperato, possiamo osservare i suoi tentativi di ridicolizzare pubblicamente o danneggiare in qualche modo la sua vittima. Tentativi che se non vanno a buon fine, generano un vero e proprio circolo vizioso, in quanto l’invidioso si sentirà sempre più rancoroso e stressato.

Tra i tipici comportamenti possiamo osservare il disprezzo di ciò che non si può avere, esattamente come accade nella favola di Esopo la volpe e l’uva” (la volpe affamata tenta in ogni modo di raggiungere un grappolo ma quando si accorge che ogni suo sforzo è vano, afferma “tanto è ancora acerba”).
Se siamo persone non portate a provare questo tipo di sentimento, non sarà facile accorgerci di essere invidiati, soprattutto perché in giro non vedremo strani personaggi con la faccia verde (nella cultura popolare l’invidia è associata a questo colore riferendosi al colore della bile).

3Abbiamo allora pensato a questo articolo aperto per raccogliere i vostri consigli e le vostre esperienze.
Il finale lo scriverete voi prendendo spunto dalle seguenti domande e raccontando le vostre storie.

Come fare ad accorgersi di provare invidia? Ma soprattutto come fare a difendersi?

L’invidia è più maschile o femminile?

Se c’è invidia, può esserci amicizia?

L’invidia può davvero causare danni a chi la riceve?

Lasciate il vostro commento a questo articolo per dire la vostra!

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