Per Biagio Antonacci è solo L’INIZIO…

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Il 12 gennaio 2024 esce, dopo 5 anni, il nuovo album di inediti del cantautore milanese Biagio Antonacci. Titolo della nuova “fatica” discografica è L’INIZIO, raccontato a Moda e Style in occasione di un incontro speciale negli studi di Sony Music Italy.

Biagio Antonacci – ph Paola Cardinale

Di inizi ce ne sono tanti, ma questo è L’INIZIO di Biagio Antonacci o, forse, un nuovo percorso come lo ha chiamato lui, in occasione della presentazione del suo nuovo disco, a cui abbiamo partecipato anche noi di Moda e Style.

Si tratta, per il cantautore rozzanese, del sedicesimo disco, disponibile da oggi 12 gennaio in formato Cd e vinile, pubblicato su etichetta Iris e distribuito da Epic Records/Sony Music Italy.

L’INIZIO tra consapevolezza e cambiamento

“L’INIZIO” raccoglie 15 brani scritti negli ultimi quattro anni. Oltre al nuovo singolo A CENA CON GLI DEI e ai brani già noti al pubblico “Seria”, “Telenovela”, “Tridimensionale“, in collaborazione con Benny Benassi e la versione di “Sognami” con Tananai e Don Joe, il disco contiene gli inediti: “L’inizio”, “Delivery”, “È capitato”, “Anita”, “Lasciati pensare”, “Dimmi di lei”, “Bastasse vivere”, “Non diamoci del tu”, “Non voglio svegliarti”, “Evoco”, brani che hanno permesso ad Antonacci di muoversi attraverso alcune riflessioni sulla complessità del mondo che ci circonda:

“Viviamo la complessità ma cerchiamo la semplicità perché abbiamo bisogno di sicurezze, di certezze, di punti di riferimento, abbiamo bisogno di sapere di fare la cosa giusta, anche nelle relazioni. Quando prendiamo atto della complessità attorno a noi, quando iniziamo il percorso di consapevolezza, le illusioni cadono e ci sentiamo nudi, spaesati, impotenti. Questo vale per tutto, sia nell’amore che nelle nostre abitudini. Siamo anime semplici in corpi complessi”.

E sulle contraddizioni insite nel cambiamento si è così espresso: “il mondo è in continuo cambiamento, cos’è che non cambia attorno a noi? Ogni secondo ogni cellula del nostro corpo si rinnova, la natura attorno a noi cambia in continuazione, invece, nel famoso acquario in cui viviamo, nel “regime sociale” che ci siamo costruiti, un nuovo inizio vuol dire spiazzare le persone: è un paradosso ma il cambiamento è un tabù”.

Biagio Antonacci – ph Paola Cardinale

Affrontando il tema delle relazioni, punta il dito sull’egoismo e sull’amore: “diciamo sempre “è mio figlio” invece di dire “sono suo padre”. Sono due cose ben diverse: nel primo caso rivendico un possesso, un controllo sulla persona mentre dire “sono suo padre” vuol dire che ho contribuito a generarlo ma non è un bonsai, i suoi rami cresceranno come vorranno”.

Altro tema molto caro ad Antonacci è quello che tratta le dipendenze emotive, sulle società sempre più connesse ma al contempo sempre più sole: “Ci siamo mai guardati dentro veramente? Chi determina chi siamo? Ci sentiamo soli ed abbandonati se non abbiamo nessuno che riflette una parte di noi”.

Ed, infine, il tempo: passato, presente e futuro: “A mio padre non ho mai detto ti voglio bene, avrei potuto farlo tante volte ma non l’ho mai fatto ed ora vivo questo rimpianto ecco perché essere di nuovo padre per me è una nuova occasione, un nuovo inizio e non ho più voglia di avere rimpianti. I problemi possono essere corretti ora, le soluzioni possono essere trovate adesso altrimenti vivremo solo di ricordi di bei momenti vissuti, postando sui social le foto di quei momenti, un frame di quei ricordi. Ma le relazioni che viviamo sono qui, ora, non ieri e non domani”.

L’intervista di Moda e Style: Biagio Antonacci risponde

Biagio Antonacci, artista poliedrico e anche icona di stile, ha anche risposto a qualche domanda di Moda e Style, in occasione di un incontro riservato ai giornalisti. Ecco cosa gli abbiamo chiesto e cosa ci ha risposto:

Biagio Antonacci – ph Paola Cardinale

La solitudine spreca il tempo di una persona normale. La solitudine torna ancora nelle tue canzoni: la solitudine di un genitore, la solitudine di un amore finito che abbiamo trovato in tante tue canzoni, la solitudine di una donna che non vuole stare Sola Mai. In questo album, invece, come rappresenti la Solitudine?

La solitudine, una volta ero solo un tarlo che ti entrava nella testa, quando non eri capito e quando pensavi di non riuscire a parlare col mondo perchè eri impaurito dai giudizi. Oggi la solitudine può anche essere costruttiva, intanto se sei solo io ascolto solo musica celebre, che è una delle più belle frasi che ho scritto nella mia vita; quando sei solo ascolti musica celebre, e io mi ricordo quando andavo in colonia e ascoltavo Jesahel dei Delirium e ascoltavo Azzurro di Celentano, e queste due canzoni mi facevano venire una malinconia atroce quando ero nel refettorio con tutti i bambini, poi io ero un mammone, oppure quando ascoltavo Fabio Concato, quando andavo a pescare in alcune cave fuori Milano con Domenica Bestiale in radio, sognando un giorno di poter essere anch’io, oppure la Grande Grotta di Alberto Fortis, questo rievocare un grande amore in un buco, una grande storia d’amore che nasce in un piccolo buco, ma tutto il mondo deve stare a guardare perchè la potenza che c’è in quel punto sarà la potenza che vincerà su ogni tipo di critica o giudizio nei confronti di questo amore. Quindi la solitudine spreca il tempo di una persona normale…. Avevo scritto “fotte” il tempo, però è una parola brutta fottere, spreca, uccide il tempo… Uno dei miei rimpianti nella vita è quella che ho sempre vissuto pensando che domani si potessero fare le cose. Passavano gli anni, si ma domani farò il mio libro, domani farò il mio film, domani imparerò l’inglese, imparerò a suonare meglio la chitarra, e non lo fai. Poi passa il tempo e non hai più tempo e poi guardi il tempo, indietro, e lo guardi con malinconia. Ecco questa cosa qui da adesso in poi non accadrà più, perchè adesso voglio fare quello che voglio in tempo reale, non perchè voglio essere leader della mia testa e del mio ego, no, voglio, in base alle persone che ho vicino, in base alla vita che ho, riuscire a coinvolgere tutti nel mio istinto. Prima io l’istinto lo mettevo da parte, avevo paura di far del male agli altri e non va bene. Se tu fai delle scelte ambiziose, come essere solamente libero, che non hai fatto mai del male a nessuno, sei un coraggioso e rimani solo.

L’acquario è nei tuoi pensieri, restare rinchiuso, senza libertà…

Mentre stavo scrivendo Delivery, durante, il Covid, vedevo questi ragazzi che portavano delivery, giravano con questi motorini, anche con qualche infrazione, gli si perdonava tutto, perchè si perdona tutto alle persone che hanno bisogno, grazie a Dio. Un mio amico aveva un acquario in casa, con dei pesci piccoli… Un giorno vado da lui, mi mostra una carpa messa in un acquario, immobile, e ho pensato questi siamo noi, le carpe o i pesci piccoli intorno. Questo da una parte ci metteva ansia, dall’altro conforto, nel vedere la carpa in pace, sembrava impassibile, ferma nella sua posizione e ho pensato, vuoi vedere che siamo così anche noi, siamo delle carpe in degli acquari stretti, che fanno fatica a saltar fuori, perchè vorrebbero cambiare ed entrare nel mare, ma … Poi abbiamo deciso di liberarla, anche se avevo il dubbio che potesse stare meglio nell’acquario e questa non fosse la decisione giusta. Ecco cosa siamo noi, fuori dall’acquario, attenzione ad uscire dall’acquario, che ci troviamo poi in mare aperto, dove i problemi sono altri, bisogna avere coraggio. Cosa è successo alla carpa? L’abbiamo liberata e da immobile che era, non l’abbiamo più vista, ma è stato bellissimo vedere questa libertà, questo pesce che andava via…

Pensando anche al lavoro, alle evoluzioni e alle involuzioni post Pandemia, in un certo senso ci tengono nell’acquario, perchè non tutti concendono lo smart working, non ci rendono liberi….

Questo è il dramma, perchè perdono il controllo della tua anima, non del tuo corpo, perchè la tua anima viaggia e il tuo corpo può essere lì, ma non sanno che l’anima può essere altrove e il tuo corpo lì…

Iris, Angela, Alessandra, Anita e Yvette. Chi sono queste donne, così diverse?

Sono donne che non ho mai avuto “il piacere di esserci e avere”. Ognuna di loro aveva un fascino particolare, talmente particolare, che erano irraggiunbili per me. Nella vita conosci delle donne che non hai il coraggio di amare, perchè anche per amare ci vuole coraggio, devi dedicarti per amare una persone non può venire così… L’istinto arriva a loro, quando si è giovani si lavora d’istinto, quando sei più grande c’è un ragionamento dietro l’amore, lasci qualcosa di certo per qualcosa di incerto, non è che tu sei in un percorso del famoso circolo, che tutto quello che viene viene, in senso bello e buono… Queste donne sono le donne che ho ammirato, Amelie, mentre Anita è Anita Garibaldi, combattente, madre, coraggiosa, una donna che oggi tutte le donne vorrebbero essere, finalmente dimostrare ai loro uomini, noi siamo Anita…

Biagio Antonacci e Monica Renna, Moda e Style
Ringraziamo l’ufficio stampa di Biagio Antonacci nella persone di Jessica Gaibotti e attendiamo di conoscere i dettagli del prossimo tour e darvene notizia. Grazie a Biagio e Graziano Antonacci. Torneremo a parlare di Biagio, nelle vesti di produttore d’olio (su viaggiandodigusto.it), a presto!

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